Cittadini di Wahat-as-Salam- Nevé Shalom

Una collina, in Israele. A metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv. Un sogno, che su questa collina ha messo radici dall’inizio degli anni Settanta. Un villaggio dal nome in ebraico e in araboNeve Shalom Wahat al-Salam. Ossia: “Oasi di pace”.
Una comunità intenzionale di famiglie (l’unica, in Israele), metà ebree e metà palestinesi, tutte di cittadinanza israeliana, che hanno scelto di abitare e far studiare i propri figli insieme. Dando vita a un modello concreto di coesistenza alla pari e aprendosi al resto del Paese e alle altre realtà, israeliane e palestinesi, che lavorano per costruire il dialogo.
“Non siamo uguali, siamo diversi. E la questione è: come co-esistere, nonostante le differenze. Non è affatto una utopia quella che viviamo qui”. Così Cobi Sonnenschein - tre figli nati e cresciuti a Neve Shalom Wahat al-Salam - sintetizza quella che secondo lui è l’essenza del messaggio al centro di NSWAS.
Il Villaggio fu fondato nel 1972 - su un terreno del vicino monastero di Latrun - dal padre domenicano Bruno Hussar, ebreo divenuto cristiano, costruttore di ponti tra religioni, culture, tradizioni diverse, e Anne Le Meignen. Il nome deriva da uno dei libri di Isaia (32,18): “Il mio popolo abiterà in un’oasi di pace”.
Oggi vi abitano 60 famiglie, metà ebree e metà palestinesi. È in atto un piano di espansione che accoglierà 30 nuove famiglie, equamente divise dal punto di vista numerico. NSWAS ha un sindaco, democraticamente eletto, e tutte le decisioni riguardanti la comunità vengono periodicamente discusse durante un’assemblea generale.
Accettazione reciprocabilinguismo (pari dignità viene data a entrambe le lingue, ebraico e arabo), dialogo interreligiosorispetto durante la vita di tutti i giorni sono i “pilastri” che fondano la vita di NSWAS.
A tradurli nella pratica sono: un sistema educativo bilingue e binazionale, che va dall’asilo dal nido alla scuola primaria, messo a punto per la prima volta in Israele proprio qui; il pionieristico lavoro educativo della Scuola per la pace (che organizza corsi di educazione alla pace e gestione del conflitto per giovani e adulti), la presenza di un Centro Spirituale Pluralistico di comunità e di un Museo della pace.
Il Villaggio è anche sede di un Giardino dei Giusti, inaugurato nel 2015 grazie a Gariwo.
L’aspetto educativo riveste un ruolo-chiave: l’asilo, poi la scuola, sono nati inizialmente dal desiderio delle prime famiglie del Villaggio di far studiare i propri figli insieme e non in scuole separate per ebrei e arabi. Oggi il 90% degli alunni della scuola primaria proviene da città e villaggi vicini. Ogni classe è divisa in egual numero tra bambini ebrei e arabi. Gli insegnanti, di entrambi i popoli, parlano ai bambini esclusivamente nella propria lingua madre.
Si cerca così di sviluppare l’identità di ciascun bambino attraverso l’apprendimento della propria cultura, storia e tradizioni e, contestualmente, attraverso la conoscenza e il rispetto della cultura e della storia dell’altro popolo. Conoscere la propria identità è considerato il primo passo per poter instaurare un dialogo alla pari con l’“altro”.
Il sistema educativo adottato a NSWAS costituisce un modello ripreso da altre esperienze, sia in Israele che in altri Paesi con gruppi etnici in conflitto.
Incontrarsi faccia a faccia. Riconoscere e prendere consapevolezza del ruolo che ciascuno, volente o nolente, riveste all’interno del conflitto. Per poter andare oltre. Questo, in sintesi, lo sforzo messo in atto dalla Scuola per la pace, e da tutto il Villaggio.
“Ciò che sorprende nel nostro lavoro con i giovani – spiega Nava, direttrice della Scuola per la pace – è l’importanza che ha il dare loro l’opportunità di incontrare ‘l’altro’ faccia a faccia, e scoprire che hanno diversi punti di accordo, visioni condivise sul futuro. L’aspetto più forte è il riconoscimento, da parte di entrambi i gruppi, della necessità di uguaglianza”.
NSWAS ha, nel mondo, diverse Associazioni di Amici, che ne promuovono il messaggio e sostengono le istituzioni educative. In Italia ha sede, a Milano, l’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam (info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
 
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