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Il Progetto Adesso tocca a noi! è iniziato il 16 novembre 2009 e si concluderà il 15 novembre 2010.

Si svolge presso la Cascina Bargè e il Centro Galilei e coinvolge 2 giovani.

Alla Cascina Bargè

Sono Giovanna e svolgo il Servizio Civile Volontario all’interno del progetto  “Adesso Tocca a Noi!” alla “Cascina Bargè”, un Centro Socio Terapeutico Riabilitativo per persone disabili, situato nella prima periferia di Vercelli in direzione Olcenengo.

L’edificio è un bellissimo cascinale ristrutturato immerso nel verde.

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 Si struttura principalmente come una fattoria sociale e didattica, dove i 20 ragazzi disabili, che frequentano il centro dalle 8.30 alle 16, collaborano alla gestione dell'orto e degli animali. Non solo: in particolare durante l’inverno sono attivi moltissimi laboratori ai quali partecipano quasi tutti gli utenti a turno, spesso con i ragazzi e il volontario del Servizio Civile del Centro Diurno “Galilei” e con gli utenti della Comunità Residenziale “Efesto”. I laboratori e le attività motorie (arte, pc, canto, cucina, cucito, teatro e altre attività sportive ed espressive con gli studenti) sono attivati in collaborazione con associazioni e scuole secondarie.
Una mattina a settimana, inoltre, alcuni ragazzi vengono portati in piscina.
Durante la giornata, in particolare nel periodo invernale, seguo gli utenti nei laboratori e passo del tempo con loro. Nel periodo primaverile ed estivo accompagno i ragazzi in piscina e do una mano nella serra, nell'orto e ad accudire gli animali da cortile
(un cane, un gatto, una cavalla, tre capre, un asino, un maiale, alcuni conigli e moltissimi gallinacei e volatili).

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Durante l’anno partecipo alle gite di uno o più giorni in località di mare, a sagre, feste, mostre, in luoghi naturali e di interesse agricolo (giardini, esposizioni di fiori, fiere zootecniche, mostre e concorsi di prodotti agricoli, ecc). Mi occupo inoltre di alcuni dei trasporti dei ragazzi.

E’ un posto meraviglioso dove svolgere il Servizio, sia per la varietà del lavoro e il patrimonio formativo che è possibile acquisire, sia per la qualità dei rapporti con i dipendenti del Centro e con gli utenti.

CENTRO GALILEI

    “IL CENTRO GALILEI…”100_0141.JPG

 

Il centro Galilei è una struttura nata nell’1998,inizialmente esso prendeva il nome di “Centro diurno Eureka”.

Al suo interno utilizzando risorse umane e professionali si effettuano interventi educativi per le persone disabili,per sviluppare meglio la loro personalità,per la riabilitazione fisica e psichica e per una maggiore integrazione sociale.

Per ciascun ospite viene formulato un progetto educativo individualizzato,che tiene conto delle caratteristiche personali,delle aspirazioni,e dei desideri di ciascuno.

Nel Centro Galilei,vengono programmate annualmente delle attività quali:arte,tai-chi,canto e computer che permettono ai ragazzi di sviluppare/migliorare alcune capacità in particolare: l’autogestione,la socializzazione e la percezione del loro corpo.

La struttura è operante per tutto il periodo dell’anno,esclusi il sabato e la domenica,i giorni di festività civile e religiose e per altra cinque settimane,suddivise tra il ferragosto ed i periodi di Pasqua e di Natale.

L’apertura è prevista dal lunedì al venerdì,con l’orario di ingresso dalle 8.00 alle 9.00 e quello di uscita dalle 15.45 alle 16.30.

Il Comune di Vercelli ha disposto per i frequentatori il servizio mensa gratuito secondo un menù settimanale e garantisce un servizio di trasporto agli utenti dalla propria abitazione al Centro Diurno e viceversa,sotto la sorveglianza di un accompagnatore. 

Il mio ruolo all’interno del centro come volontario, è iniziato a novembre 2009 con l’inizio del Servizio Civile. L’impatto è stato uno dei migliori,ho trovato subito persone pronte ad accogliermi nel migliore dei modi e ben presto questo luogo è diventato come una seconda casa.

100_0212.JPGL’area disabili per me è stato come un mondo nuovo,tutto da esplorare…l’idea comune della gente è di pensare al Ragazzo Down come una specie (passatemi il termine)di “peluche” tutto bello pacioccone  che deve essere compatito,ma la realtà non è questa,dietro a quella loro faccia si nasconde una VERA persona…fatta di giornate si e altre no,di pianti e di sorrisi. Sicuramente i mesi passati all’interno di questa struttura non li dimenticherò mai,ma soprattutto non dimenticherò mai una grande lezione che ho imparato: sono proprio le loro diversità a rendere questi ragazzi perfetti.

Vorrei concludere ora questo articolo con una poesia che mi è capitata per caso di leggere,scritta da un padre di un ragazzo disabile che lancia un grido al mondo:

 

“Chiamatemi per nome100_0169.JPG
Non voglio più essere conosciuto

per ciò che non ho
ma per quello che sono:
una persona come tante altre.
Chiamatemi per nome.

Anch’io ho un volto, un sorriso, un pianto,
una gioia da condividere.

Anch’io ho pensieri, fantasia, voglia di volare.
Chiamatemi per nome.
Non più:
portatrice di handicap, disabile,
non vedente, non udente, cerebrolesa, tetraplegica.
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Forse usate chiamare gli altri:
“portatore di occhi castani” oppure “inabile a cantare”?
o ancora: “miope” oppure “presbite”?
Per favore abbiate il coraggio della novità.
Abbiate occhi nuovi per scoprire che,

prima di tutto,
io “sono”.
Chiamatemi per nome.”

                                                                                  Gianni Scopelliti

 

 
                                                 
                   
Ciao a tutti da Davide…e da loro....100_0216.JPG


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