Il Blog dei ragazzi di Serviziocivilevercelli

I progetti attivati il 4 giugno 2012 e conclusisi il 3 giugno 2013:

Vercelli habitat (ecologia)

Abilità in rete (area disabilità)

Fuori di sé (comunicazione pubblica)

Innamorati della cultura (area cultura)

Tutorship (Università)

 

Il Laboratorio di teatro

a cura di francesco florian e maria bissacco

Dallo scorso novembre il martedì mattino abbiamo avuto un appuntamento fisso con il laboratorio teatrale che ha coinvolto gli ospiti di Cascina Bargè e Centro Galilei.

Il laboratorio si svolgeva presso il teatro Barbieri dei Vercelli e il tutto era coordinato da una animatrice teatrale professionista, Valentina, e supportato dagli operatori dei centri, da noi volontari del Servizio Civile, dagli amici volontari Poldo e Sara e da 2 tirocinanti dell’Istituto Lanino, Sarah e Giorgia.

In ogni incontro abbiamo giocato ruoli diversi e imparato delle drammatizzazioni che i ragazzi hanno memorizzato per poi rappresentare quanto appreso e  mettere tutto in atto durante lo spettacolo teatrale di fine progetto, che si è svolto  al teatro Barbieri a maggio 2013 con un pubblico di amici e compagni di scuola.

Al Museo Leone

E’ martedi 24 luglio, insieme alle colleghe Maria e Giulia ed alle OLP Cinzia Lacchia (Museo Borgogna) e Patrizia Carpo (Archivio e Biblioteca Civica), ci apprestiamo a visitare il Museo Leone nell’ambito del progetto Innamorati della Cultura che ha come obiettivo quello di promuovere il patrimonio culturale ed artistico vercellese presso Gli Istituti Superiori di Vercelli durante il prossimo anno scolastico.

Appena arrivati veniamo accolti dallo staff composto da Luca Brusotto, Federica Bertoni, Francesca Rebajoli e Riccardo Rossi.

Sono tutti collaboratori non volontari e questo viene sottolineato per dar risalto ad un riconoscimento professionale a persone che hanno deciso di dedicare la propria carriera ad un settore, quello artistico-culturale, troppo spesso bollato come “inutile” e quindi privato di fondi importanti soprattutto in periodi di crisi.

Fatta questa premessa del tutto personale, vorrei soffermarmi sulla sezione didattica del museo, molto ben progettata, soprattutto per realtà provinciali come quella vercellese.

La struttura dedicata alla didattica si sviluppa su due aule e un cortile interno.

Nella prima aula spicca la grande piantina di Vercelli su cui i partecipanti, sia ragazzi che adulti, sono chiamati ad apporre dei modellini di alcuni importanti architetture cittadine dopo averne ricostruito la storia basandosi su ricostruzioni a partire da documenti, in buona parte provenienti dalla Biblioteca Civica di Vercelli. Questo laboratorio si è rivelato particolarmente interessante in quanto permette di risalire alla storia medioevale e romana di alcuni edifici e capirne le trasformazioni. Qui il gioco sta nell’andare a ricercare le origini del palazzo in cui si abita, la trasformazione nel tempo del vecchio negozio sotto casa, della parrocchia che si frequenta.

Sempre in queste aule è stato realizzato un percorso sulla maternità, rivolto a neo e future mamme che si è concluso con un aperitivo nel cortile del museo.

All’esterno, nel cortile, invece abbiamo avuto modo di visitare la zona di simulazione di uno scavo, distribuita su tre livelli, ognuno riferito ad un periodo storico specifico. Durante ogni scavo i ragazzi possono ritrovare suppellettili e strutture architettoniche, il tutto ricostruito dai collaboratori del museo. In realtà il laboratorio di scavo è preceduto da una visita al museo per far capire ai ragazzi ciò che potrebbero ritrovare nello scavo e successivamente vengono analizzati i reperti per riuscire a ricostruirne la storia.

Successivamente alla sezione didattica, si è visitato il museo vero e proprio, con le sue collezioni iniziate dal notaio Camillo Leone. Per il sottoscritto è stato un ripasso di quello già visto più volte durante le gite scolastiche di elementari e medie, ma questa volta attraverso un occhio più critico ed attento e tuttavia non sono mancate alcune sorprese, alcuni dettagli sfuggiti allo sguardo per molti anni ed emersi solamente ora.

Mi presento

Mi chiamo Matteo, ho 27 anni e sono laureando in Disegno Industriale.

Nonostante il mio percorso formativo sia di tipo ‘tecnico’, mi ha permesso di sviluppare una curiosità per tutto ciò che mi circonda, in particolare per l’arte, a cui ho iniziato a dedicarmici seriamente da un paio di anni in maniera personale.

Ho deciso di partecipare al SC ed al progetto “Innamorati della cultura”, presso Coverfop, per poter entrare in più stretto contatto con persone e ambienti cittadini dedicati all’arte e per mettere a disposizione la mia conoscenza e passione per grafica e comunicazione.

Mi piace stare a contatto con le persone e lavorare in team, cosa che mi ha permesso di fare, tra gli altri lavori, l’animatore ed il formatore, esperienze utili in vista del progetto per il SC.

Festa dei Popoli

Sabato, 29 settembre presso il Seminario Arcivescovile ha avuto luogo la quarta edizione della Festa dei Popoli, organizzata dall’Arcidiocesi di Vercelli, dalla Caritas e coordinato dal Centro Servizi per il Volontariato in collaborazione con il Comune di Vercelli.

Cos’è la Festa dei Popoli?

E’ un’occasione per varie nazioni d’incontrarsi e confrontarsi attraverso balli, canti, poesie e cibo; è un modo per conoscere le culture delle comunità etniche presenti nel nostro territorio, imparare ad apprezzarle e, di conseguenza, è anche uno strumento per combattere l’intolleranza e la diffidenza nei confronti di tutto ciò che è estraneo.

Noi volontari del Servizio Civile abbiamo partecipato a tutto ciò, assistendo gli organizzatori da dietro le quinte e servendo i deliziosi piatti ucraini del banchetto. E’ stata un’occasione di divertimento, ma anche d’apprendimento, abbiamo incontrato persone provenienti da varie nazioni e condiviso varie esperienze con loro.

A noi si sono uniti anche tre membri del Servizio Civile internazionale

Sono io che non mi spiego o sei tu che non mi capisci?

I problemi della comunicazione scritta...

Attaccato alla porta dell’URP del Comune di Vercelli c’è un cartello bianco con sopra scritto, in lettere maiuscole di colore rosso perfettamente leggibili, la parola “IMU” una grande freccia rossa che indica la zona sinistra dei portici e una didascalia recitante “Per informazioni IMU e altri tributi rivolgersi al numero civico 3” (che per l’appunto si trova nella zona sinistra dei portici e ospita lo sportello tributi).

Prima di iniziare il mio anno di servizio civile, non ci avevo mai fatto caso, ma se l’avessi notato non penso che avrei avuto difficoltà ad afferrare il messaggio recondito che tale cartello vuole esprimere (ossia che per ricevere informazioni sull’IMU occorre rivolgersi al numero 3 e non all’URP). D'altronde non ne ho avute il mio primo giorno di servizio civile quando, arrivata un quarto d’ora in anticipo, mi ritrovai ad attendere l’apertura dell’ufficio con una simpatica signora che in vena di chiacchiere mi rivelò che voleva rivolgersi all’URP per farsi calcolare l’IMU e tutta sorridente, mi indicò il cartello il quale, secondo lei, indicava che all’URP si calcolava l’IMU. Perplessa, osservai il cartello appeso alla porta continuando a trovarlo estremamente chiaro e per niente fraintendibile e cominciando a dubitare della mia capacità d’interpretare un testo, tra l’altro semplice e elementare come quello. Alla fine, dopo aver sprecato cinque minuti chiedendomi chi si stesse sbagliando tra me e la signora, timidamente, le feci notare la freccia rossa che indicava la zona sinistra dei portici, la scritta che invitava rivolgersi al numero civico 3 e che l’URP non si trovava al numero 3.

Inizialmente catalogai l’avvenimento come un’eccezione, ma ben presto scoprì che almeno una decina di persone ogni giorno riescono a fraintendere il messaggio contenuto nel cartello ed entrano all’URP speranzosi di ottenere delucidazioni sull’IMU solo per sentirsi dire di rivolgersi all’ufficio affianco. Perché? Quel cartello è chiaro e non lascia addito a dubbi. Forse le persone lo vedono, ma non lo leggono? Oppure lo leggono, ma si fermano alla parola IMU? E se sì, perché? Cosa impedisce loro di fermarsi cinque secondi in più per leggere il messaggio completo? Sono veramente tutti così impegnati da non riuscire a leggere completamente un messaggio di quattro righe?

Insieme al cartello evidentemente invisibile ai più (che ormai è diventato la barzelletta dell’ufficio), vanno citate le telefonate per chiedere la scadenza di un determinato bando (che è sempre riportato all’interno del bando stesso), persone che chiedono perché un determinato ufficio è chiuso (e a cui viene indicato il cartello affianco alla porta, il quale indica chiaramente i giorni d’apertura) e cittadini con documenti che richiedono di essere interpretati (ma questi ultimi di solito sono scritti in burocratese).

Cos’ho imparato da tutto ciò? Che saper leggere non può più essere considerata un’abilità basilare per chiunque abbia ricevuto almeno un’istruzione di base e ciò è molto triste. Suvvia, sprechiamoli questi dieci secondi in più per leggere bene e interamente un comunicato.

Mercoledi 4 luglio Matteo e Maria ed io, i ragazzi del Servizio Civile impegnati nel progetto denominato Innamorati della cultura, abbiamo visitato il Museo del Tesoro del Duomo.

Per me, originaria di Torino, è stata un’ottima occasione per conoscere direttamente un’altra importante istituzione museale della città di Vercelli e che non avevo ancora avuto modo di visitare. Insieme allo staff scientifico del Museo Borgogna e a Teodoro De Cesare, che sta seguendo un master dell’Università Cattolica di Milano, abbiamo avuto modo di osservare alcuni oggetti importanti per la storia della diocesi di Vercelli a testimonianza dell’alto valore culturale della città. Grazie alla disponibilità del Museo e alle spiegazioni di Sara Minelli che lì svolge l'attività come borsista della FCRVC, la visita è stata particolarmente ricca di stimoli e di informazioni.

Inoltre abbiamo anche visitato le sale che ospitano la mostra temporanea "Le risaie dei canonici". Anche questa è stata per me un’ottima occasione di conoscenza di un patrimonio, che in quanto torinese, conosco poco. La visita, oltre che interessante, è ovviamente stata necessaria per la conoscenza del patrimonio culturale e storico artistico di Vercelli che dovremo promuovere per la realizzazione del nostro progetto.

INTERVISTA A CINZIA LACCHIA

All'inizio del progetto, nell'ambito del modulo di formazione specifica dedicato alla comunicazione, noi ragazzi del servizio civile realizziamo una breve intervista al nostro OLP (Operatore Locale di Progetto), che è la persona incaricata di accompagnarci nelle attività quotidiane presso la sede di progetto. In questa intervista vi presento dunque la mia OLP: Cinzia Lacchia, direttrice del Museo Borgogna.

Hai sempre desiderato svolgere questo lavoro ?

assolutamente sì e mi ritengo una privilegiata che, dopo gli studi universitari, la specializzazione e una buona dose di gavetta (che continua ancora e benvenga) ha avuto la fortuna di poter lavorare in un museo applicando le nozioni teoriche apprese all'università e arricchendole con le esperienze di lavoro sul campo e in staff.

Hai mai pensato a cosa avresti fatto diversamente da questo lavoro ?

sì e no; avevo le idee molto chiare sulle mie passioni ma ho sempre cercato di lavorare anche in altri ambiti o coltivando interessi paralleli per formarmi e trovare entusiasmo anche in lavori diversi dal mio. Comunque continuo a pormi quotidianamente il problema. Si devono mettere in gioco altre capacità, si imparano ogni giorno cose nuove e si aprono relazioni che ci mettono di fronte ai nostri punti di forza ma anche alle criticità rendendoci consapevoli della flessibilità e del continuo mutare delle situazioni lavorative, anche le più stabili.

Hai avuto difficoltà di vario tipo a ricoprire il ruolo che hai ora?

le difficoltà ci sono, ci sono state e ci saranno; anzi sono sempre più aumentate nell'avanzare delle responsabilità che hanno caratterizzato il mio ruolo e le mansioni del mio lavoro. La maggiore è la consapevolezza di non sapere mai abbastanza contrapposta allo stimolo e alla curiosità di continuare ad imparare e a conoscere; non secondaria è la difficoltà di saper mediare tra interlocutori sempre diversi insieme alla necessità di motivare positivamente il gruppo di lavoro, trovando energie sempre nuove. Non sempre la relazione con le persone è professionalmente appagante ma il supporto della squadra e la chiarezza nei propri valori etici e professionali sono fonte di rigenerazione e di solidità/chiarezza decisionale.

Cosa ti piace di più e cosa di meno del tuo lavoro?

il contatto con le opere d'arte e tutte le azioni volte a conoscerle (anche visitando altri musei), tutelarle e a promuovere progetti e processi di educazione e conoscenza del patrimonio; la relazione umana con lo staff del museo per la condivisione dei traguardi e dei progetti di crescita; la possibilità di sviluppare e condividere progetti in rete l'aspetto meno gratificante è il pregiudizio nei confronti dei musei insieme all'indifferenza e/o all'apatia di interlocutori, indipendentemente da chi siano e dal loro ruolo, che non sanno, non conoscono e, anzi, a volte non riescono o non vogliono condividere; l'avvilimento per lo spreco di risorse rivolte ad azioni effimere invece di creare investimenti duraturi per i giovani, per il territorio ma spt per il riconoscimento delle qualità di operatori professionalmente preparati e attivi nei musei.

è utile il SCN all'interno del tuo ufficio? in che misura?

il supporto del volontario del SCN, unito al lavoro di squadra del coordinatore e al confronto con gli altri OLP, sono altamente formativi per tutto lo staff museale. La presenza del volontario è indispensabile per arricchire le proposte e i progetti museali in direzioni sempre diverse. E' funzionale alla crescita del volontario nel suo percorso di vita ma utile al Museo per l'apporto, non solo operativo, ma anche di idee nuove che propone. Essendo persone diverse, ogni volta è una nuova avventura, mai prevedibile o misurabile. E questo ci piace.

Credi, oltre al livello formativo e professionale, che il servizio civile possa essere utile anche a livello personale ? in che modo ?

a livello personale è utile a costruire, per chi non ce l'ha già come dote innata, il senso dell'umilità e del servizio all'altro; aiuta a sviluppare relazioni con un gruppo di lavoro e ad affinare le proprie capacità di dialogo, di rispetto, di collaborazione con le persone. Fondamentalmente aiuta anche a mettersi in gioco e a scoprire qualcosa di sé in relazione con gli altri dando la possibilità, a chi vuole, di essere maggiormente consapevole del proprio ego, delle proprie abilità, delle proprie ambizioni e delle possibilità di crescita.

 

Work in progress

Oggi, 6 settembre 2012, noi del gruppo “Innamorati della cultura” insieme alle OLP Cinzia Lacchia e Patrizia Carpo abbiamo presentato il nostro progetto presso l’Ufficio scolastico provinciale di Vercelli alla presenza del Provveditore, dott. Antonio Catania, e dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di II grado alle quali si rivolge la nostra proposta. Per noi è stato un momento emozionante nonché formativo e sicuramente stimolante per l’attenzione che ci è stata concessa. Mentre attendiamo i loro riscontri … work in progress!!!!!!!!!

Partendo da questa frase, citazione del Capitano Barbieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico del Piemonte e Valle d’Aosta dell’Arma dei Carabinieri, colgo l’occasione per raccontarvi dell’incontro a cui io, Matteo e Maria abbiamo partecipato ieri, 20 settembre 2012, a partire dalle 15. Presso la chiesa di san Lorenzo, si è tenuto il secondo appuntamento del corso di Formazione denominato “Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Vercelli”, organizzato dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Vercelli, con il fine di preparare volontari chiamati al compito di rendere più fruibili le chiese di Vercelli e il patrimonio in esse conservato, in supporto alle guide turistiche. Con Patrizia Carpo e Cinzia Lacchia, OLP rispettivamente dell’Archivio storico del Comune di Vercelli e del Museo Borgogna e insieme a tutto lo staff del Museo, abbiamo avuto modo di ascoltare gli interventi del Dott. Caldera, funzionario della Soprintendenza del Piemonte per i Beni Storico, Artistici ed Etnoantropologici per la città di Vercelli, del già citato Capitano dei Carabinieri Guido Barbieri e del Dott. Banfo, funzionario della Soprintendenza del Piemonte per i Beni Archivistici e Librari. Sono state tre relazioni molto diverse tra loro ma tutte ugualmente importanti per gli argomenti trattati attinenti al nostro progetto il quale ha l’obiettivo quello di promuovere la cultura vercellese ai ragazzi delle scuole superiori. Oltre a riceve informazioni e notizie legate al lavoro di coordinamento tra la Soprintendenza e il Nucleo dei Carabinieri nell’ambito della tutela e del recupero dei beni artistici e archivistici, è stato un momento in cui abbiamo sentito da persone autorevoli quanto sia importante aumentare la consapevolezza degli abitanti di un luogo di quanto siano proprio loro i primi fruitori delle bellezze artistiche e che, in fondo, questo enorme patrimonio che spesso si dimentica, sia stato creato appositamente per loro.

Ieri, 20 novembre 2012, una classe della scuola media Avogadro è venuta in mattinata per un percorso museale sul Risorgimento e in questa occasione mi è stata data la possibilità di cimentarmi nella mia prima visita guidata in museo. Più che una visita guidata si è trattata di una piccola introduzione al museo focalizzando su alcuni capolavori conservati al piano terra del museo Borgogna. Ovviamente, essendo la mia prima esperienza, ci sono state alcune incertezze e ci sono degli aspetti da migliorare nel mio metodo di approccio; nonostante questo, sicuramente, si è rivelato un momento e un modo utile per rompere il ghiaccio in vista sia della futura esperienza dei laboratori nell’ambito del progetto Innamorati della cultura nelle scuole superiori sia di una vera visita guidata che avrò modo di svolgere il prossimo 2 dicembre. Sicuramente non è facile ma, mettendomi al completo servizio con umiltà, voglia di imparare e di fare, questa esperienza si è potuta definire assolutamente formativa e stimolante.

Mercoledì 3 ottobre, al Museo Borgogna, tutti i ragazzi del Servizio Civile di Vercelli, alcuni Olp e Danilo Fiacconi, responsabile locale del servizio civile per la città di Vercelli, sono stati invitati a provare un’esperienza nuova e stimolante ovvero essere i primi a sperimentare il percorso multisensoriale dal titolo Arte in tutti i sensi: profumi, gusti e suoni di un’opera d’arte. Esperienza ideata da Teodoro De Cesare, Master Servizi educativi dell’università Cattolica di Milano in collaborazione con la sezione educativa del Museo Borgogna e al quale ho avuto modo di partecipare anche io, in qualità di supporto sia nella fase di preparazione che di realizzazione. Dalla lettura dei questionari che sono stati compilati a fine percorso e dalle impressioni che ci si è scambiati, grazie ad un rilassato ed utile scambio di opinioni, è emerso come si tratti di un’attività estremamente interessante per la possibilità che offre ai partecipanti di fare un viaggio nel tempo, di entrare in una nuova dimensione e poter apprezzare e conoscere un’opera d’arte in un modo nuovo ed inusuale ovvero usando tutti i sensi tranne la vista. Siccome era la prima volta che ci si confrontava con un percorso del genere, è stato utile confrontarsi con i partecipanti e ascoltare le loro impressioni con attenzione, per migliorare e cambiare elementi che solo chi ha provato un’esperienza simile può segnalare. E diciamo che il riscontro è stato assolutamente positivo; se prima di iniziare c’erano un po’ di timori e perplessità queste alla fine sono scomparse, rivelando particolare entusiasmo per le sensazioni provate e l’approccio utilizzato. Grazie ai gusti, alle musiche e ai profumi, il tutto al buio e con una benda sugli occhi, i volontari e gli Olp sono stati invitati a scoprire l’opera, ma non guardandola come si fa comunemente in un museo bensì è stato chiesto di sentirla, di assaggiarla, di annusarla e provare a indovinare quale quadro fosse. A prescindere dalle risposte riguardo ai gusti assaggiati o gli odori annusati, giuste o sbagliate che fossero, è stato bello partecipare in prima persona a questa esperienza, osservare i volti e i gesti dei miei amici volontari durante i vari passaggi dell’esperienza e ascoltare le loro opinioni alla fine. Essere parte attiva di alcune fasi dell’ideazione e della preparazione è stato senza dubbio formativo, ma ancor di più lo è stato l’essere coinvolta in prima persona nella realizzazione, nelle analisi successive e nei miglioramenti. Il percorso è stato nuovamente realizzato per i visitatori del museo, considerate le osservazione di volontari e Olp, il 21 ottobre scorso.

Rendicontazione civica 2013


In questa pagina si intende offrire (ai cittadini e, per conoscenza, alla Regione Piemonte) una Rendicontazione Civica del grado di Efficacia dei 5 progetti 2013 di servizio civile, che hanno coinvolto 14 giovani, 10 Operatori Locali di Progetto (OLP).

Tale Rendicontazione è inserita in un più ampio scenario di ciclo del progetto[1]: un  sistema – che coinvolge i giovani, gli OLP e i responsabili degli enti – frutto dell’esperienza acquisita sul campo in questi anni, con tutto ciò che essa comporta (scoperte, errori, fatiche ed entusiasmo).

Vedi la Rendicontazione direttamente qui sotto:

 

[1] In accordo con le politiche europee di qualità, Serviziocivilevercelli realizza il ciclo dei progetti secondo la metodologia ideata e promossa dalla Commissione europea (si veda il documento: European Commission, Project Cycle Management Guidelines, marzo 2004, reperibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/europeaid/multimedia/publications/publications/manuals-tools/t101_en.htm). Una trattazione completa del Ciclo di progetto di Serviziocivilevercelli si trova nel Documento G1, consegnato in Regione all’atto della progettazione.


 

siamo degli sportivi!!!



Grazie alla collaborazione tra l’istituto superiore Cavour di Vercelli e i centri diurni per disabili Cascina Bargè e Centro Galilei, ho svolto due attività sportive con gli studenti dell’istituto Cavour, affiancati dal loro professore di educazione fisica Gian Franco Anastasio
 
attività motoria
Il primo laboratorio prevedeva un coinvolgimento di due utenti della Cascina Bargè durante una lezione al mese di educazione fisica insieme alle classi. Gli studenti sono riusciti a coinvolgere i ragazzi disabili con spontaneità e allegria in tutte le attività sportive proposte e nei giochi di squadra come basket e calcio. Durante la prima lezione i nostri ragazzi hanno anche avuto l’occasione di insegnare a giocare a hockey agli studenti.
uni-hockey
Il secondo laboratorio è un progetto chiamato “uni-hockey” che si svolge già da qualche anno e prevede una serie di incontri pomeridiani durante gli ospiti dei centri  hanno avuto la possibilità di giocare a hockey, di allenarsi insieme con una serie di esercizi mirati a migliorare il proprio coordinamento e la propria manualità. Al termine di ogni incontro si svolgeva una partita a squadre miste tra utenti e studenti.
 
nuoto
dalla scorsa estate abbiamo iniziato con vari ospiti di Cascina Bargè e Centro Galilei delle attività sportive presso la piscina comunale di Vercelli “Centro Nuoto”.
Le attività si svolgevano in estate nella piscina esterna due volte a settimana e in inverno il mercoledì mattina dalle 10.00 alle 12.00 nella piscina interna. I ragazzi sono stati seguiti da noi volontari del Servizio Civile, dagli operatori dei centri e dall’istruttrice di nuoto e di acquamotricità Valentina, che ci ha guidato e che ha seguito in modo particolare gli ospiti affetti da disabilità motorie gravi.

laboratorio: Arte


 a cura di francesco florian e maria bissacco
 
Dall’inizio dell’anno di servizio civile abbiamo cominciato un laboratorio rivolto agli ospiti disabili dei Centri in collaborazione con l’associazione Artes Liberales.
Tutti i lunedì mattina dalle 10.00 alle 12.00 abbiamo accompagnato i ragazzi nella sede del laboratorio di via Garrone dove oltre a noi, i ragazzi erano seguiti e aiutati da numerosi volontari dell’associazione.
Questo laboratorio ha coinvolto 10 ospiti di Cascina Bargè e del Centro Galilei in una vasta gamma di attività manuali e artistiche di vario tipo: dal semplice disegno con pennarelli e pastelli, alla colorazione di t-shirt e berretti, all’utilizzo del tornio per la lavorazione della creta con cui abbiamo ottenuto vasi, tazzine, collanine, piastrelle e maschere che, dopo la cottura nell’apposito forno, sono state decorate.
L’8 giugno 2013 presso la sede del laboratorio è prevista l’inaugurazione di una mostra in cui verranno esposti tutti i lavori creati dai ragazzi; in occasione della mostra verranno distribuite le pubblicazioni che sono state realizzate con il contributo del  Centro Servizi Volontariato.
Il 9 giugno saremo inoltre presenti al festival “Rock&Art” organizzato dal Comitato del rione Cappuccini di Vercelli; sarà un’occasione per farci conoscere da molti giovani e sperimentarsi nella lavorazione della creta.

Musica!

Musica, allegria, sguardi felici e canzoni urlate al cielo sono gli ingredienti giusti per un ottimo mercoledì mattina canterino!! Protagonisti sono i ragazzi e gli anziani ospiti del centro ricreativo diurno “ Ca’ dal dì” coinvolti e animati dalla chitarra di Walter Ganzaroli nella veste speciale di cantante ed animatore!! Impossibile non unirsi al meraviglioso coro così variegato e felice!! Il vasto repertorio offre la possibilità di spaziare tra tipiche ballate Piemontesi come, “Lavandera” o “Gin Gin”, sino a brani che hanno fatto la storia musicale del nostro stivale come “Roma Capoccia” oppure Io “Vagabondo”. Il pizzico di atmosfera da villaggio turistico è dato dai balletti di gruppo sapientemente coordinati dai ragazzi che conoscono le ultime hit del momento e animano con mosse e saltelli tutta la sala del centro ricreativo. L’unione tra i ragazzi e gli anziani con le loro storie di vita e al grande amore per la vita e la musica in ogni sua forma, rendono il mercoledì una giornata davvero speciale ricca di emozioni e di note. Da provare!!!

Al museo Borgogna, si sta lavorando ad un progetto chiamato “Esponente”, bando indetto dalla fondazione CRT per il sostegno delle attività museali ed espositive in Piemonte e Valle d’Aosta e ieri, 15 novembre 2012, ho avuto l’occasione straordinaria di poter fare un’esperienza altamente formativa a cui non avevo mai avuto modo di assistere “in diretta”, neanche durante l’università. Grazie a questo progetto si stanno svolgendo alcune indagini diagnostiche non invasive su tavole conservate in museo, caratterizzate da un alto valore artistico e storico per il territorio piemontese e vercellese in particolare. Un esperto della diagnostica, Thierry Radelet, insegnante del corso di analisi multispettrali nell’indirizzo di scienza e tecnologia dei Beni culturali presso l’Università degli studi di Torino nonché responsabile del laboratorio di fotografia e analisi non invasive del Centro per la Conservazione e Restauro della Venaria Reale, sta effettuando una serie di radiografie e altre indagini altamente scientifiche necessarie per lo studio delle opere d’arte. Insieme al funzionario della Soprintendenza per la città di Vercelli, dott. Massimiliano Caldera, allo staff scientifico del museo e ad alcuni studenti venuti appositamente per questa occasione di studio, ho assistito alla realizzazione di alcune radiografie e la relativa spiegazione tecnica. Inutile dire quanto sia emozionante un’esperienza simile: lo è per molti motivi ma quello più importante – anche se forse un po’ banale- è la sensazione di stupore che provoca l’osservare oltre quello che il nostro occhio può vedere. Siamo abituati a vedere un quadro o una tavola appesi ad un muro, con i loro colori e le loro figure. Ma fidatevi, un’esperienza simile è come scoprire i segreti di un oggetto... e che oggetto!! Anche se il tutto avviene in modo altamente scientifico e con una gran raccolta di dati utili alla conservazione e al restauro, a me piace pensarla in maniera decisamente più romantica: come se si guardasse dritti al cuore dell’opera.

Tai chi

Un buon risveglio aiuta a rendere la giornata più serena e i nostri ragazzi lo sanno bene!! Ogni venerdì mattina l’immancabile appuntamento con l’antica arte cinese del Tai - chi permette di ricreare  nella realtà cittadina un’atmosfera impalpabile  fatta di contatto ideale con la natura, respirazione profonda e movimenti rilassanti. Sotto la guida dei maestri Carlo ed Angela ci si è potuti immergere in questa cultura tanto lontana quanto interessante, che ha permesso ai ragazzi di conoscere un modo nuovo di stare insieme e agli operatori di mettersi alla prova con le proprie capacità di movimento e coordinazione, non sempre perfette!!! Per chi fosse curioso di conoscere da vicino questo mondo e volesse sperimentare, non deve far altro che presentarsi ai saggi di fine anno a cui i ragazzi partecipano  nei quali sono davvero uno spettacolo!!

FORMAZIONE CONGIUNTA AL MUSEO BORGOGNA

La formazione continua…! Oggi 21 giugno, noi volontari Maria, Matteo e Giulia ci siamo ritrovati al Museo Borgogna con la dott. Cinzia Lacchia per la formazione congiunta. Attorniati da splendidi affreschi staccati provenienti da Sostegno realizzati dal cosiddetto Pittore della Passione, attivo con la sua bottega nella seconda metà del Quattrocento, abbiamo affrontato un viaggio di conoscenza ed approfondimento sul sistema museale cittadino e Vercelli città d’arte. Sono emersi diversi spunti di lavoro e di riflessione da cui partire per la realizzazione del progetto “Innamorati della cultura” a cui stiamo lavorando. Attraverso questo percorso guidato abbiamo attraversato la città e i suoi luoghi d’arte permettendo a Giulia che non è vercellese di conoscere Vercelli e a me e Matteo di scoprire e approfondire nuovi aspetti. Interessante!

Patrizia Carpo: la mia Olp

DI COSA TI OCCUPI NEL TUO LAVORO?

 

Sono bibliotecaria ed archivista e presto servizio presso la biblioteca civica di Vercelli in qualità di funzionario direttivo tecnico. Sono in possesso del diploma specialistico in Archivistica, Paleografia e Diplomatica, dal 1999 sono stata nominata responsabile dell’Archivio Storico del comune di Vercelli. Sono responsabile della sezione manoscritti e rari, collaboro con EDIT16 (censimento delle edizioni italiane del XVI secolo, a cura del’ICCU) all’aggiornamento dei dati relativi alle cinquecentine conservate nella biblioteca civica di Vercelli. Svolgo inoltre un’intensa attività di catalogazione del libro moderno e antico in SBN (oltre 23.000 titoli moderni e oltre 1000 libri antichi catalogati). Sono coordinatore SBN per la biblioteca civica di Vercelli e referente per il deposito legale. Mi occupo di allestimento di mostre di documenti bibliografici e archivistici e dei relativi cataloghi.

 

 

DA QUANTO TEMPO LAVORI LI?

Lavoro qui da 34 anni.

 

QUALI COSE TI PIACCIONE DI PIU’?

 

Le cose che mi piacciono di più sono: il contatto con il pubblico, soprattutto composto da studenti universitari e studiosi, l’allestimento di mostre e redazione dei relativi cataloghi, ma anche leggere documenti antichi.

 

QUALI MENO?

 

 

 E’ UTILE IL TUO LAVORO?

Ritengo di si perché il lavoro che viene svolto è in funzione dell’utente che occupa un ruolo centrale a cui bisogna garantire la reperibilità del patrimonio .

 

PERCHE’ SERVIZIO CIVILE NEL TUO UFFICIO?

Il volontario che svolge il servizio civile presso il mio ufficio rappresenta il ponte fra le attività svolte dalla biblioteca in relazione ai servizi resi all’utente. e quindi migliora la conoscenza del patrimonio attraverso la sua promozione all’interno delle scuole, università e potenziali utenti. Inoltre il volontario sarà impegnato nell’accompagnamento degli studenti nelle visite guidate della biblioteca. Migliora la comunicazione delle attività che si svolgono in biblioteca.

 

 

 

PRESENTAZIONE

 

Ciao a tutti,

mi chiamo Maria, ma preferisco farmi chiamare Mary,

ho 26 anni e sono laureata in storia dell’arte. Vivo qui a Vercelli da 7 anni

e ho molte passioni, fra cui l’arte. Questa passione mi ha permesso di creare un legame di

conoscenza molto stretto con il territorio diventando guida turista per la provincia di Vercelli.

Collaboro con un museo cittadino: il Museo del Tesoro del Duomo dove ho la possibilità

di rapportarmi e confrontarmi con i visitatori ma anche di osservare e ammirare le opere d’arte esposte. Attualmente svolgo il servizio civile presso la Biblioteca Civica di Vercelli nell’ambito del progetto “Innamorati della cultura”, dove ho la possibilità di mettermi in gioco, mettendo in pratica le competenze acquisite durante gli anni di studio, ma cercando ugualmente di apprendere e di interiorizzare ogni singola informazione che mi viene data.

Anna Ivaldi: la mia OLP

Intervista all'OLP: Anna-Maria Ivaldi, responsabile dell’URP del Comune di Vercelli e della comunicazione via web

 

·        Quali sono le sue mansioni?

Mi occupo di fornire servizi, informazioni e supporto alla cittadinanza e della gestione del sito web del Comune.

 

·        Da quando lavora al Comune di Vercelli?

Sono stata assunta nel 1982 e nel 1998, grazie ad un concorso interno, entrai a far parte dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

 

·        Ritiene che il suo lavoro sia utile?

Sicuramente, lo è e adoro la sensazione di essere utile alla cittadinanza. In Precedenza lavoravo al Settore Commercio e avevo l’impressione di creare complicazioni alle persone, invece che semplificare le loro vite. All’URP, invece, si possono aiutare i cittadini in modo pratico e la soddisfazione è pressoché immediata.

 

·        Qual è l’aspetto che le piace di menodel suo lavoro?

Negli ultimi anni, ho scoperto di prediligere la comunicazione per via telematica piuttosto che il contatto diretto col pubblico che può anche essere fonte di molta frustrazione.

 

·        Qual è invece l’aspetto che le piace di più?

Mi piace comunicare con le persone sfruttando le nuove tecnologie che l’utenza usa sempre più.

Durante un convegno a cui ho partecipato un grande comunicatore ha affermato: “L’URP che funziona bene è l’URP senza pubblico” ed è la verità: se si gestisce in modo ottimale il sito web si possono fornire alla cittadinanza informazioni complete ed esaurienti direttamente a casa loro.

 

·        Perché un ragazzo dovrebbe desiderare di svolgere all’URP il servizio civile?

Perché all’URP si svolge un lavoro stimolante, che ti permette di essere in contatto con molte persone diverse e di aiutarle.

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