Il Blog dei ragazzi di Serviziocivilevercelli

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Il Progetto Fuori di sé è iniziato il 4 giugno 2012 e si è concluso il 3 giugno 2013.

Si è svolto presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Vercelli e ha coinvolto 2 giovani.

Festa dei Popoli

Sabato, 29 settembre presso il Seminario Arcivescovile ha avuto luogo la quarta edizione della Festa dei Popoli, organizzata dall’Arcidiocesi di Vercelli, dalla Caritas e coordinato dal Centro Servizi per il Volontariato in collaborazione con il Comune di Vercelli.

Cos’è la Festa dei Popoli?

E’ un’occasione per varie nazioni d’incontrarsi e confrontarsi attraverso balli, canti, poesie e cibo; è un modo per conoscere le culture delle comunità etniche presenti nel nostro territorio, imparare ad apprezzarle e, di conseguenza, è anche uno strumento per combattere l’intolleranza e la diffidenza nei confronti di tutto ciò che è estraneo.

Noi volontari del Servizio Civile abbiamo partecipato a tutto ciò, assistendo gli organizzatori da dietro le quinte e servendo i deliziosi piatti ucraini del banchetto. E’ stata un’occasione di divertimento, ma anche d’apprendimento, abbiamo incontrato persone provenienti da varie nazioni e condiviso varie esperienze con loro.

A noi si sono uniti anche tre membri del Servizio Civile internazionale

Sono io che non mi spiego o sei tu che non mi capisci?

I problemi della comunicazione scritta...

Attaccato alla porta dell’URP del Comune di Vercelli c’è un cartello bianco con sopra scritto, in lettere maiuscole di colore rosso perfettamente leggibili, la parola “IMU” una grande freccia rossa che indica la zona sinistra dei portici e una didascalia recitante “Per informazioni IMU e altri tributi rivolgersi al numero civico 3” (che per l’appunto si trova nella zona sinistra dei portici e ospita lo sportello tributi).

Prima di iniziare il mio anno di servizio civile, non ci avevo mai fatto caso, ma se l’avessi notato non penso che avrei avuto difficoltà ad afferrare il messaggio recondito che tale cartello vuole esprimere (ossia che per ricevere informazioni sull’IMU occorre rivolgersi al numero 3 e non all’URP). D'altronde non ne ho avute il mio primo giorno di servizio civile quando, arrivata un quarto d’ora in anticipo, mi ritrovai ad attendere l’apertura dell’ufficio con una simpatica signora che in vena di chiacchiere mi rivelò che voleva rivolgersi all’URP per farsi calcolare l’IMU e tutta sorridente, mi indicò il cartello il quale, secondo lei, indicava che all’URP si calcolava l’IMU. Perplessa, osservai il cartello appeso alla porta continuando a trovarlo estremamente chiaro e per niente fraintendibile e cominciando a dubitare della mia capacità d’interpretare un testo, tra l’altro semplice e elementare come quello. Alla fine, dopo aver sprecato cinque minuti chiedendomi chi si stesse sbagliando tra me e la signora, timidamente, le feci notare la freccia rossa che indicava la zona sinistra dei portici, la scritta che invitava rivolgersi al numero civico 3 e che l’URP non si trovava al numero 3.

Inizialmente catalogai l’avvenimento come un’eccezione, ma ben presto scoprì che almeno una decina di persone ogni giorno riescono a fraintendere il messaggio contenuto nel cartello ed entrano all’URP speranzosi di ottenere delucidazioni sull’IMU solo per sentirsi dire di rivolgersi all’ufficio affianco. Perché? Quel cartello è chiaro e non lascia addito a dubbi. Forse le persone lo vedono, ma non lo leggono? Oppure lo leggono, ma si fermano alla parola IMU? E se sì, perché? Cosa impedisce loro di fermarsi cinque secondi in più per leggere il messaggio completo? Sono veramente tutti così impegnati da non riuscire a leggere completamente un messaggio di quattro righe?

Insieme al cartello evidentemente invisibile ai più (che ormai è diventato la barzelletta dell’ufficio), vanno citate le telefonate per chiedere la scadenza di un determinato bando (che è sempre riportato all’interno del bando stesso), persone che chiedono perché un determinato ufficio è chiuso (e a cui viene indicato il cartello affianco alla porta, il quale indica chiaramente i giorni d’apertura) e cittadini con documenti che richiedono di essere interpretati (ma questi ultimi di solito sono scritti in burocratese).

Cos’ho imparato da tutto ciò? Che saper leggere non può più essere considerata un’abilità basilare per chiunque abbia ricevuto almeno un’istruzione di base e ciò è molto triste. Suvvia, sprechiamoli questi dieci secondi in più per leggere bene e interamente un comunicato.

Anna Ivaldi: la mia OLP

Intervista all'OLP: Anna-Maria Ivaldi, responsabile dell’URP del Comune di Vercelli e della comunicazione via web

 

·        Quali sono le sue mansioni?

Mi occupo di fornire servizi, informazioni e supporto alla cittadinanza e della gestione del sito web del Comune.

 

·        Da quando lavora al Comune di Vercelli?

Sono stata assunta nel 1982 e nel 1998, grazie ad un concorso interno, entrai a far parte dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

 

·        Ritiene che il suo lavoro sia utile?

Sicuramente, lo è e adoro la sensazione di essere utile alla cittadinanza. In Precedenza lavoravo al Settore Commercio e avevo l’impressione di creare complicazioni alle persone, invece che semplificare le loro vite. All’URP, invece, si possono aiutare i cittadini in modo pratico e la soddisfazione è pressoché immediata.

 

·        Qual è l’aspetto che le piace di menodel suo lavoro?

Negli ultimi anni, ho scoperto di prediligere la comunicazione per via telematica piuttosto che il contatto diretto col pubblico che può anche essere fonte di molta frustrazione.

 

·        Qual è invece l’aspetto che le piace di più?

Mi piace comunicare con le persone sfruttando le nuove tecnologie che l’utenza usa sempre più.

Durante un convegno a cui ho partecipato un grande comunicatore ha affermato: “L’URP che funziona bene è l’URP senza pubblico” ed è la verità: se si gestisce in modo ottimale il sito web si possono fornire alla cittadinanza informazioni complete ed esaurienti direttamente a casa loro.

 

·        Perché un ragazzo dovrebbe desiderare di svolgere all’URP il servizio civile?

Perché all’URP si svolge un lavoro stimolante, che ti permette di essere in contatto con molte persone diverse e di aiutarle.

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