Una mattina al MAC

Fra gli obiettivi e gli scopi che dovrebbero esserci dietro la nascita di un museo, quello della strutturazione di attività didattiche rivolte ai più giovani dovrebbe rientrare fra i principali. Purtroppo in Italia la ricerca in ambito culturale e museale è sempre stata arretrata di qualche anno rispetto alle innovazioni in materia sviluppatesi in altri Paesi europei, che tradizionalmente hanno sempre guardato con lungimiranza (ed investimenti) verso questo campo.


Bisogna comunque dire che sicuramente la didattica negli ultimi anni ha iniziato anche nei musei italiani ad essere considerata un’attività di primo piano, riconoscendo in questo modo l’importanza di veicolare la conoscenza di un patrimonio comune alle generazioni che un giorno si troveranno a conservarlo; per raggiungere questo scopo è quindi necessario creare dei laboratori che, oltre ad imprimere delle conoscenze teoriche, sappiano anche stupire ed affascinare i più piccoli, cercando di lasciare un ricordo positivo che si porteranno poi nella vita adulta, nella speranza che questo piccolo seme possa sbocciare in una sensibilità e consapevolezza maggiore rispetto alla cultura. Raggiungere questo scopo non è certo facile: oltre infatti a delle fondamentali spiegazioni frontali, necessarie a fornire il contesto e le conoscenze necessarie alla comprensione e allo svolgimento di queste giornate, bisogna unire delle attività pratiche che “fissino” queste nozioni attraverso lo stimolo di giochi o attività manuali. Anche i musei di Vercelli sono attivi nell’organizzare eventi di questo tipo; si sono infatti conclusi al MAC i primi tre appuntamenti di “Una mattina al MAC”, una serie di laboratori didattici dedicati ai più piccoli (bambini dai 6 ai 12 anni) riguardanti diversi aspetti del mondo romano. Le prime due giornate, si sono svolte in occasione del carnevale; il 12 febbraio si è tenuta quella dal titolo “Facce da museo”, nella quale i nostri giovani ospiti sono andati a caccia di reperti che contenessero al loro interno traccia di volti, siano essi reali, idealizzati o immaginari, che testimoniano la visione della persona mediata dall’arte in questa popolazione vissuta duemila anni fa. Il 13 febbraio le attività si sono svolte attorno l’argomento “Anfiteatro e gladiatori”; dopo una piccola spiegazione per illustrare le caratteristiche di questo tipo di struttura e le varietà di spettacoli che si svolgevano al suo interno, si è svolta un’attività pratica al fine di ricostruire la panoplia utilizzata dai gladiatori nei loro combattimenti. Il 5 marzo infine si è svolta l’attività didattica dal nome “Gente di Vercellae”. Questa consisteva nell’assegnare ad ogni bambino una figura di un possibile abitante della città romana; dal mercante di anfore alla matrona, fino ad arrivare al senatore, essi hanno dovuto cercare nelle sale del museo i vari oggetti che si potevano legare a questi personaggi. Per ultimo come attività pratica si è passati al vestire una sagoma in cartone con gli abiti e gli accessori peculiari per ognuno di questi antichi vercellesi. Una delle soddisfazioni maggiori per chi organizza e rende possibile queste giornate è certamente vedere i sorrisi e l’apprezzamento dei bambini; non c’è stimolo migliore per chi lavora a queste attività per continuare a pensare a nuovi modi per formare queste giovani generazioni.
 

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