Un’ambientazione non scontata

Il mese di Agosto comporta il periodo delle chiusure estive, pertanto anche il progetto Confronti Inaspettati volge al termine. L’ultimo libro proposto dai volontari delle Biblioteche di Vercelli e di Santhià è La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier.
 
Il testo ambientato nell’Olanda del XVII secolo narra la storia di una giovane ragazza di nome Griet, proveniente da una famiglia povera, figlia di un decoratore di piastrelle, pertanto costretta a lasciare la sua famiglia per mettersi al servizio di una famiglia nobile, costituita dal famoso pittore Vermeer. Griet svolge le mansioni domestiche all’interno dell’abitazione nobiliare, tenendo in ordine sia la casa sia la cucina; la giovane però ha un’incombenza molto particolare, pulire l’atelier dell’artista. Il compito della pulizia dell’atelier le è stato affidato in quanto Griet è in grado di pulire e riposizionare tutti gli oggetti nello stesso posto di dove gli aveva trovati, abilità sviluppata per facilitare il padre cieco nella sua bottega. La ragazza durante i suoi servigi svolti presso la famiglia Vermeer viene notata da un committente dell’artista, che ne vuole un ritratto, dopo il rifiuto di Vermeer di ritrarli insieme. L’esecuzione del dipinto avviene nell’atelier dell’artista, e con il proseguimento dell’opera il pittore nota la mancanza di un particolare, pertanto le chiede di indossare gli orecchini della moglie, promettendole la riservatezza assoluta. Un giorno la moglie non trovando gli orecchini, dopo aver visto il quadro del marito nel suo atelier, accusa la domestica di furto, pertanto Griet viene allontanata. Dopo molti anni dai suoi servigi nella famiglia Vermeer, la ragazza riceve direttamente dalla moglie del pittore gli orecchini di perla, in quanto era scritto nelle volontà testamentarie del pittore.
 
Il Confronto Inaspettato di quest’ultimo mese richiama l’ambientazione nella quale la giovane ragazza ha vissuto parte della sua vita, l’ambiente domestico in particolare la cucina. La cucina è uno dei primi ambienti narrati nel testo, infatti Griet viene descritta, dalle prime righe, nella cucina di famiglia mentre si diverte a tagliare le verdure ed abbinarle seguendo le gradazioni di colore. Il dipinto che riflette questa particolare ambientazione si trova nella chiesa di san Lorenzo, nel centro storico di Vercelli, ubicata su corso Italia all’angolo con via Cagna. Il dipinto è collocato nel primo altare di destra, e raffigura la Visione di san Pasquale Baylon, realizzato nel primo ventennio del XVIII secolo. La rappresentazione illustra l’ambiente domestico, in particolare una cucina dotata di pentole e stoviglie, con un’attenzione anche alla componente vegetale: un angelo, in primo piano sulla destra, regge un cesto ricolmo di verdure. Il santo, vestito con abiti semplici, posto al centro della scena, osserva estasiato il gruppo di angeli, in alto a sinistra, con al centro l’Eucarestia, elemento che si ricollega alla sua battaglia nella difesa del sacro mistero eucaristico. L’ambientazione della cucina è stata scelta in quanto il santo è considerato, soprattutto nelle zone del Sud Italia, protettore dei cuochi e dei pasticceri, mentre verso Napoli si ritiene protettore delle donne.

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