Cosa accomuna un albero ad una opera d’arte?

Scritto da Giulia Recanzone il .

Il 3 agosto 2021, noi giovani volontari del progetto Forma Mentis ci siamo trovati, per realizzare alcune ore di formazione, fuori dalle nostre solite sedi museali: al Parco Kennedy di Vercelli. Attraverso le parole dei responsabili dell’ambiente, Enrico Razzano dell'Ufficio Ecologia del Comune di Vercelli e il consulente agronomo Alberto Mallarino, abbiamo imparato a vedere gli alberi con occhi diversi, così come stiamo imparando a leggere le opere d’arte presenti nelle nostre sedi.

Durante la passeggiata abbiamo scoperto che quasi tutti gli alberi presenti nel parco provengono dal Nord America. Come i quadri [di cui spesso il legno degli alberi è il supporto] hanno viaggiato per i vari paesi fino a trovare le loro attuali collocazioni, così anche queste piante hanno intrapreso un lungo viaggio trovando in questo luogo una nuova casa e non solo… Sembra, infatti, che essi siano nati per questa terra, caratterizzata da un sottosuolo ricco di acqua, che ha permesso loro di raggiungere quasi il doppio delle dimensioni in metà del tempo: come per il fagus sylvatica, o faggio, che a soli 156 anni circa ha già raggiunto le dimensioni equiparabili a quelle di uno di 300! Inoltre, ci siamo resi conto che il parco, come un museo, segue un progetto ed un allestimento ben preciso in cui ogni pianta, arbusto e perfino ogni sentiero trova il suo posto ed il suo perché: i giardini romantici, a differenza del Seicento e Settecento, vogliono trasmettere quel senso di una natura non totalmente sottomessa e regolamentata dall’uomo. E questo lo constatiamo anche nei marciapiedi sconnessi a causa delle radici che, cercando aria, rompono l’asfalto indebitamente postogli attorno.

Sebbene piante ed opere d'arte, in generale, vivano più a lungo dell’uomo (come ad esempio il Tasso, che può arrivare fino ai 4.000 anni di età), a volte possono essere danneggiate da malattie e funghi. In particolare, dalla metà dell’Ottocento, gli alberi sono stati vittime di numerose ondate di parassiti che si sono diffusi per via delle nuove rotte marittime/aeree: molto più dirette, veloci e senza quegli sbalzi di temperatura che contribuivano ad abbatterli. Particolare il caso dell’olmo campestre, Ulmus minor, che, per proteggersi, pratica una sorta di suicidio per evitare che il contagio si propaghi fino ai rami, dove ci sono i semi. Tuttavia, anche noi dobbiamo fare attenzione ad alcuni tipi di alberi che possono essere pericolosi per la nostra salute, sempre il Tasso (ad esempio) viene chiamato “albero della morte” in quanto gli aghi e le semenze contengono una sostanza tossica, la taxina, per cui se si vuole mangiarne il frutto (che è molto gradito agli uccelli e non è velenoso) meglio togliere prima il seme!

Ogni albero, come un’opera, ha le sue caratteristiche e particolarità ed è questo ciò che li rende stupefacenti. Questa passeggiata-lezione al parco di Vercelli è stata un regalo poiché abbiamo appreso che la loro storia è indissolubilmente legata alla nostra; una storia fatta di adattamento, di reciproco servizio, di tradizione ed inventiva (i rami del Taxus sono stati utilizzati per costruire archi eccezionali, ecco svelato il segreto della destrezza di Robin Hood!). Pertanto, la bellezza della natura, così come le bellezze artistiche, ci fanno scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo sul rapporto tra il mondo e gli esseri umani del passato, presente e futuro.

Yvan Jordan Kana e Giulia Recanzone