Come si mangiava nella Vercellae romana?

Sabato 20 Novembre, alle 17.30, presso il MAC si è tenuta la conferenza e successivamente la degustazione dal titolo “Gustatio alla Caupona. Sapori di 2000 anni fa” a cura de “Il Convivio” di Laura Mussi, archeo-gastronoma, con la passione per il mondo antico e la sua cucina, che con il supporto di produttori artigianali e piccole aziende alimentari, porta sulle tavole moderne il gusto della storia.

La prima parte dell’evento si è svolta al piano superiore, proprio accanto alla sala dedicata al commercio dove sono esposti i reperti provenienti dalla caupona di Via Giovenone, un luogo adibito al servizio di cibi e bevande ma anche al ristoro.

La dottoressa Laura Mussi ha parlato di come era organizzata la tavola e di come erano suddivisi i pasti nell’antica Roma.

A quei tempi, come noi, mangiavano tre volte al giorno: a colazione, con ciò che era avanzato dalla cena precedente, uno spuntino a mezzogiorno e poi una cena più sontuosa che comprendeva la gustatio con uova, frutta e olive, una prima mensa con tante portate e la “secunda mensa”, che prevedeva dessert e formaggio.

Successivamente, ha creato un confronto tra gli alimenti utilizzati all’epoca dai romani e quelli che utilizziamo noi oggi per capire se vengono serviti allo stesso modo o differentemente.

L’alimentazione dei Romani era in generale sana, prevedeva infatti molti cereali integrali, ortaggi e frutta fresca e secca. La cucina era ricca di profumi e sapori: si cucinava utilizzando le erbe mediterranee, che aromatizzavano esaltando il gusto del cibo.

Molto utilizzato per insaporire i piatti, anche dolci, era il garum una salsa a base di pesce, un antenato della colatura di alici. Sulle tavole romane non mancava ovviamente la carne ma il pesce era predominante.

Infine, ha fornito qualche suggerimento per poter ricreare nelle nostre cucine le ricette, ricavate in buona parte dal trattato di cucina “De Re Coquinaria” di Apicio. 

Per la degustazione invece i tavolini sono stati sistemati nel corridoio al piano inferiore per poter far sedere i visitatori rispettando le norme di distanziamento, senza rinunciare a provare i sapori antichi. Accanto a questi un tavolo più grande presentava pane e bevande, tra cui i vini alcuni dei quali ripropongono quelli apprezzati dai nostri antenati.

Vi lascio qui il menù completo:

  • Pane di farro con Samsa (una salsa molto speziata)
  • Zucca all’alessandrina
  • Olive al mosto
  • Farsiccia (salsiccia realizzata con carne di maiale, farro e frutta secca) con cipolle e mustum ardens (una salsa piccante)
  • Panis Pompeii
  • Vini aromatizzati

Gli assaggi salati sono stati serviti ai tavoli e per finire il dolce ha concluso la degustazione.

Ho potuto assaggiare personalmente i piatti: quelli che ho preferito sono stati la zucca all’alessandrina ed il Panis Pompeii. Ho preso anche qualche appunto per mettermi alla prova in cucina.

E’ stata un’interessantissima occasione poter partecipare a questo evento, sia per aver conosciuto la realtà di Laura Mussi sia per poter aver sperimentato, anche solo per poco, di vivere in un’epoca che sembra distante dalla nostra ma che in concreto presenta ancora molti aspetti in comune, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione.

Attraverso queste iniziative è possibile mirare alla promozione territoriale sviluppando una maggiore consapevolezza delle origini promuovendo un’alimentazione naturale e sana.

Se ci saranno ancora altri eventi organizzati in collaborazione con “Il Convivio”, nome dell’attività dell’archeo-gastronoma, vi consiglio di partecipare. Nel frattempo vi lascio qui il link alla pagina Facebook dedicata: https://www.facebook.com/ilconviviodimussilaura.

A presto,

Chiara