Il Blog dei ragazzi di Serviziocivilevercelli

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Il Progetto Innamorati della cultura è iniziato il 4 giugno 2012 e si è concluso il 3 giugno 2013.

Si è svolto il Museo Borgogna, la Biblioteca Civica del Comune di Vercelli, l'Ente formativo Co.Ver.Fo.P. e ha coinvolto 3 giovani.

Al Museo Leone

E’ martedi 24 luglio, insieme alle colleghe Maria e Giulia ed alle OLP Cinzia Lacchia (Museo Borgogna) e Patrizia Carpo (Archivio e Biblioteca Civica), ci apprestiamo a visitare il Museo Leone nell’ambito del progetto Innamorati della Cultura che ha come obiettivo quello di promuovere il patrimonio culturale ed artistico vercellese presso Gli Istituti Superiori di Vercelli durante il prossimo anno scolastico.

Appena arrivati veniamo accolti dallo staff composto da Luca Brusotto, Federica Bertoni, Francesca Rebajoli e Riccardo Rossi.

Sono tutti collaboratori non volontari e questo viene sottolineato per dar risalto ad un riconoscimento professionale a persone che hanno deciso di dedicare la propria carriera ad un settore, quello artistico-culturale, troppo spesso bollato come “inutile” e quindi privato di fondi importanti soprattutto in periodi di crisi.

Fatta questa premessa del tutto personale, vorrei soffermarmi sulla sezione didattica del museo, molto ben progettata, soprattutto per realtà provinciali come quella vercellese.

La struttura dedicata alla didattica si sviluppa su due aule e un cortile interno.

Nella prima aula spicca la grande piantina di Vercelli su cui i partecipanti, sia ragazzi che adulti, sono chiamati ad apporre dei modellini di alcuni importanti architetture cittadine dopo averne ricostruito la storia basandosi su ricostruzioni a partire da documenti, in buona parte provenienti dalla Biblioteca Civica di Vercelli. Questo laboratorio si è rivelato particolarmente interessante in quanto permette di risalire alla storia medioevale e romana di alcuni edifici e capirne le trasformazioni. Qui il gioco sta nell’andare a ricercare le origini del palazzo in cui si abita, la trasformazione nel tempo del vecchio negozio sotto casa, della parrocchia che si frequenta.

Sempre in queste aule è stato realizzato un percorso sulla maternità, rivolto a neo e future mamme che si è concluso con un aperitivo nel cortile del museo.

All’esterno, nel cortile, invece abbiamo avuto modo di visitare la zona di simulazione di uno scavo, distribuita su tre livelli, ognuno riferito ad un periodo storico specifico. Durante ogni scavo i ragazzi possono ritrovare suppellettili e strutture architettoniche, il tutto ricostruito dai collaboratori del museo. In realtà il laboratorio di scavo è preceduto da una visita al museo per far capire ai ragazzi ciò che potrebbero ritrovare nello scavo e successivamente vengono analizzati i reperti per riuscire a ricostruirne la storia.

Successivamente alla sezione didattica, si è visitato il museo vero e proprio, con le sue collezioni iniziate dal notaio Camillo Leone. Per il sottoscritto è stato un ripasso di quello già visto più volte durante le gite scolastiche di elementari e medie, ma questa volta attraverso un occhio più critico ed attento e tuttavia non sono mancate alcune sorprese, alcuni dettagli sfuggiti allo sguardo per molti anni ed emersi solamente ora.

Mi presento

Mi chiamo Matteo, ho 27 anni e sono laureando in Disegno Industriale.

Nonostante il mio percorso formativo sia di tipo ‘tecnico’, mi ha permesso di sviluppare una curiosità per tutto ciò che mi circonda, in particolare per l’arte, a cui ho iniziato a dedicarmici seriamente da un paio di anni in maniera personale.

Ho deciso di partecipare al SC ed al progetto “Innamorati della cultura”, presso Coverfop, per poter entrare in più stretto contatto con persone e ambienti cittadini dedicati all’arte e per mettere a disposizione la mia conoscenza e passione per grafica e comunicazione.

Mi piace stare a contatto con le persone e lavorare in team, cosa che mi ha permesso di fare, tra gli altri lavori, l’animatore ed il formatore, esperienze utili in vista del progetto per il SC.

Mercoledi 4 luglio Matteo e Maria ed io, i ragazzi del Servizio Civile impegnati nel progetto denominato Innamorati della cultura, abbiamo visitato il Museo del Tesoro del Duomo.

Per me, originaria di Torino, è stata un’ottima occasione per conoscere direttamente un’altra importante istituzione museale della città di Vercelli e che non avevo ancora avuto modo di visitare. Insieme allo staff scientifico del Museo Borgogna e a Teodoro De Cesare, che sta seguendo un master dell’Università Cattolica di Milano, abbiamo avuto modo di osservare alcuni oggetti importanti per la storia della diocesi di Vercelli a testimonianza dell’alto valore culturale della città. Grazie alla disponibilità del Museo e alle spiegazioni di Sara Minelli che lì svolge l'attività come borsista della FCRVC, la visita è stata particolarmente ricca di stimoli e di informazioni.

Inoltre abbiamo anche visitato le sale che ospitano la mostra temporanea "Le risaie dei canonici". Anche questa è stata per me un’ottima occasione di conoscenza di un patrimonio, che in quanto torinese, conosco poco. La visita, oltre che interessante, è ovviamente stata necessaria per la conoscenza del patrimonio culturale e storico artistico di Vercelli che dovremo promuovere per la realizzazione del nostro progetto.

INTERVISTA A CINZIA LACCHIA

All'inizio del progetto, nell'ambito del modulo di formazione specifica dedicato alla comunicazione, noi ragazzi del servizio civile realizziamo una breve intervista al nostro OLP (Operatore Locale di Progetto), che è la persona incaricata di accompagnarci nelle attività quotidiane presso la sede di progetto. In questa intervista vi presento dunque la mia OLP: Cinzia Lacchia, direttrice del Museo Borgogna.

Hai sempre desiderato svolgere questo lavoro ?

assolutamente sì e mi ritengo una privilegiata che, dopo gli studi universitari, la specializzazione e una buona dose di gavetta (che continua ancora e benvenga) ha avuto la fortuna di poter lavorare in un museo applicando le nozioni teoriche apprese all'università e arricchendole con le esperienze di lavoro sul campo e in staff.

Hai mai pensato a cosa avresti fatto diversamente da questo lavoro ?

sì e no; avevo le idee molto chiare sulle mie passioni ma ho sempre cercato di lavorare anche in altri ambiti o coltivando interessi paralleli per formarmi e trovare entusiasmo anche in lavori diversi dal mio. Comunque continuo a pormi quotidianamente il problema. Si devono mettere in gioco altre capacità, si imparano ogni giorno cose nuove e si aprono relazioni che ci mettono di fronte ai nostri punti di forza ma anche alle criticità rendendoci consapevoli della flessibilità e del continuo mutare delle situazioni lavorative, anche le più stabili.

Hai avuto difficoltà di vario tipo a ricoprire il ruolo che hai ora?

le difficoltà ci sono, ci sono state e ci saranno; anzi sono sempre più aumentate nell'avanzare delle responsabilità che hanno caratterizzato il mio ruolo e le mansioni del mio lavoro. La maggiore è la consapevolezza di non sapere mai abbastanza contrapposta allo stimolo e alla curiosità di continuare ad imparare e a conoscere; non secondaria è la difficoltà di saper mediare tra interlocutori sempre diversi insieme alla necessità di motivare positivamente il gruppo di lavoro, trovando energie sempre nuove. Non sempre la relazione con le persone è professionalmente appagante ma il supporto della squadra e la chiarezza nei propri valori etici e professionali sono fonte di rigenerazione e di solidità/chiarezza decisionale.

Cosa ti piace di più e cosa di meno del tuo lavoro?

il contatto con le opere d'arte e tutte le azioni volte a conoscerle (anche visitando altri musei), tutelarle e a promuovere progetti e processi di educazione e conoscenza del patrimonio; la relazione umana con lo staff del museo per la condivisione dei traguardi e dei progetti di crescita; la possibilità di sviluppare e condividere progetti in rete l'aspetto meno gratificante è il pregiudizio nei confronti dei musei insieme all'indifferenza e/o all'apatia di interlocutori, indipendentemente da chi siano e dal loro ruolo, che non sanno, non conoscono e, anzi, a volte non riescono o non vogliono condividere; l'avvilimento per lo spreco di risorse rivolte ad azioni effimere invece di creare investimenti duraturi per i giovani, per il territorio ma spt per il riconoscimento delle qualità di operatori professionalmente preparati e attivi nei musei.

è utile il SCN all'interno del tuo ufficio? in che misura?

il supporto del volontario del SCN, unito al lavoro di squadra del coordinatore e al confronto con gli altri OLP, sono altamente formativi per tutto lo staff museale. La presenza del volontario è indispensabile per arricchire le proposte e i progetti museali in direzioni sempre diverse. E' funzionale alla crescita del volontario nel suo percorso di vita ma utile al Museo per l'apporto, non solo operativo, ma anche di idee nuove che propone. Essendo persone diverse, ogni volta è una nuova avventura, mai prevedibile o misurabile. E questo ci piace.

Credi, oltre al livello formativo e professionale, che il servizio civile possa essere utile anche a livello personale ? in che modo ?

a livello personale è utile a costruire, per chi non ce l'ha già come dote innata, il senso dell'umilità e del servizio all'altro; aiuta a sviluppare relazioni con un gruppo di lavoro e ad affinare le proprie capacità di dialogo, di rispetto, di collaborazione con le persone. Fondamentalmente aiuta anche a mettersi in gioco e a scoprire qualcosa di sé in relazione con gli altri dando la possibilità, a chi vuole, di essere maggiormente consapevole del proprio ego, delle proprie abilità, delle proprie ambizioni e delle possibilità di crescita.

 

Work in progress

Oggi, 6 settembre 2012, noi del gruppo “Innamorati della cultura” insieme alle OLP Cinzia Lacchia e Patrizia Carpo abbiamo presentato il nostro progetto presso l’Ufficio scolastico provinciale di Vercelli alla presenza del Provveditore, dott. Antonio Catania, e dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di II grado alle quali si rivolge la nostra proposta. Per noi è stato un momento emozionante nonché formativo e sicuramente stimolante per l’attenzione che ci è stata concessa. Mentre attendiamo i loro riscontri … work in progress!!!!!!!!!

Partendo da questa frase, citazione del Capitano Barbieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico del Piemonte e Valle d’Aosta dell’Arma dei Carabinieri, colgo l’occasione per raccontarvi dell’incontro a cui io, Matteo e Maria abbiamo partecipato ieri, 20 settembre 2012, a partire dalle 15. Presso la chiesa di san Lorenzo, si è tenuto il secondo appuntamento del corso di Formazione denominato “Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Vercelli”, organizzato dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Vercelli, con il fine di preparare volontari chiamati al compito di rendere più fruibili le chiese di Vercelli e il patrimonio in esse conservato, in supporto alle guide turistiche. Con Patrizia Carpo e Cinzia Lacchia, OLP rispettivamente dell’Archivio storico del Comune di Vercelli e del Museo Borgogna e insieme a tutto lo staff del Museo, abbiamo avuto modo di ascoltare gli interventi del Dott. Caldera, funzionario della Soprintendenza del Piemonte per i Beni Storico, Artistici ed Etnoantropologici per la città di Vercelli, del già citato Capitano dei Carabinieri Guido Barbieri e del Dott. Banfo, funzionario della Soprintendenza del Piemonte per i Beni Archivistici e Librari. Sono state tre relazioni molto diverse tra loro ma tutte ugualmente importanti per gli argomenti trattati attinenti al nostro progetto il quale ha l’obiettivo quello di promuovere la cultura vercellese ai ragazzi delle scuole superiori. Oltre a riceve informazioni e notizie legate al lavoro di coordinamento tra la Soprintendenza e il Nucleo dei Carabinieri nell’ambito della tutela e del recupero dei beni artistici e archivistici, è stato un momento in cui abbiamo sentito da persone autorevoli quanto sia importante aumentare la consapevolezza degli abitanti di un luogo di quanto siano proprio loro i primi fruitori delle bellezze artistiche e che, in fondo, questo enorme patrimonio che spesso si dimentica, sia stato creato appositamente per loro.

Ieri, 20 novembre 2012, una classe della scuola media Avogadro è venuta in mattinata per un percorso museale sul Risorgimento e in questa occasione mi è stata data la possibilità di cimentarmi nella mia prima visita guidata in museo. Più che una visita guidata si è trattata di una piccola introduzione al museo focalizzando su alcuni capolavori conservati al piano terra del museo Borgogna. Ovviamente, essendo la mia prima esperienza, ci sono state alcune incertezze e ci sono degli aspetti da migliorare nel mio metodo di approccio; nonostante questo, sicuramente, si è rivelato un momento e un modo utile per rompere il ghiaccio in vista sia della futura esperienza dei laboratori nell’ambito del progetto Innamorati della cultura nelle scuole superiori sia di una vera visita guidata che avrò modo di svolgere il prossimo 2 dicembre. Sicuramente non è facile ma, mettendomi al completo servizio con umiltà, voglia di imparare e di fare, questa esperienza si è potuta definire assolutamente formativa e stimolante.

Mercoledì 3 ottobre, al Museo Borgogna, tutti i ragazzi del Servizio Civile di Vercelli, alcuni Olp e Danilo Fiacconi, responsabile locale del servizio civile per la città di Vercelli, sono stati invitati a provare un’esperienza nuova e stimolante ovvero essere i primi a sperimentare il percorso multisensoriale dal titolo Arte in tutti i sensi: profumi, gusti e suoni di un’opera d’arte. Esperienza ideata da Teodoro De Cesare, Master Servizi educativi dell’università Cattolica di Milano in collaborazione con la sezione educativa del Museo Borgogna e al quale ho avuto modo di partecipare anche io, in qualità di supporto sia nella fase di preparazione che di realizzazione. Dalla lettura dei questionari che sono stati compilati a fine percorso e dalle impressioni che ci si è scambiati, grazie ad un rilassato ed utile scambio di opinioni, è emerso come si tratti di un’attività estremamente interessante per la possibilità che offre ai partecipanti di fare un viaggio nel tempo, di entrare in una nuova dimensione e poter apprezzare e conoscere un’opera d’arte in un modo nuovo ed inusuale ovvero usando tutti i sensi tranne la vista. Siccome era la prima volta che ci si confrontava con un percorso del genere, è stato utile confrontarsi con i partecipanti e ascoltare le loro impressioni con attenzione, per migliorare e cambiare elementi che solo chi ha provato un’esperienza simile può segnalare. E diciamo che il riscontro è stato assolutamente positivo; se prima di iniziare c’erano un po’ di timori e perplessità queste alla fine sono scomparse, rivelando particolare entusiasmo per le sensazioni provate e l’approccio utilizzato. Grazie ai gusti, alle musiche e ai profumi, il tutto al buio e con una benda sugli occhi, i volontari e gli Olp sono stati invitati a scoprire l’opera, ma non guardandola come si fa comunemente in un museo bensì è stato chiesto di sentirla, di assaggiarla, di annusarla e provare a indovinare quale quadro fosse. A prescindere dalle risposte riguardo ai gusti assaggiati o gli odori annusati, giuste o sbagliate che fossero, è stato bello partecipare in prima persona a questa esperienza, osservare i volti e i gesti dei miei amici volontari durante i vari passaggi dell’esperienza e ascoltare le loro opinioni alla fine. Essere parte attiva di alcune fasi dell’ideazione e della preparazione è stato senza dubbio formativo, ma ancor di più lo è stato l’essere coinvolta in prima persona nella realizzazione, nelle analisi successive e nei miglioramenti. Il percorso è stato nuovamente realizzato per i visitatori del museo, considerate le osservazione di volontari e Olp, il 21 ottobre scorso.

Al museo Borgogna, si sta lavorando ad un progetto chiamato “Esponente”, bando indetto dalla fondazione CRT per il sostegno delle attività museali ed espositive in Piemonte e Valle d’Aosta e ieri, 15 novembre 2012, ho avuto l’occasione straordinaria di poter fare un’esperienza altamente formativa a cui non avevo mai avuto modo di assistere “in diretta”, neanche durante l’università. Grazie a questo progetto si stanno svolgendo alcune indagini diagnostiche non invasive su tavole conservate in museo, caratterizzate da un alto valore artistico e storico per il territorio piemontese e vercellese in particolare. Un esperto della diagnostica, Thierry Radelet, insegnante del corso di analisi multispettrali nell’indirizzo di scienza e tecnologia dei Beni culturali presso l’Università degli studi di Torino nonché responsabile del laboratorio di fotografia e analisi non invasive del Centro per la Conservazione e Restauro della Venaria Reale, sta effettuando una serie di radiografie e altre indagini altamente scientifiche necessarie per lo studio delle opere d’arte. Insieme al funzionario della Soprintendenza per la città di Vercelli, dott. Massimiliano Caldera, allo staff scientifico del museo e ad alcuni studenti venuti appositamente per questa occasione di studio, ho assistito alla realizzazione di alcune radiografie e la relativa spiegazione tecnica. Inutile dire quanto sia emozionante un’esperienza simile: lo è per molti motivi ma quello più importante – anche se forse un po’ banale- è la sensazione di stupore che provoca l’osservare oltre quello che il nostro occhio può vedere. Siamo abituati a vedere un quadro o una tavola appesi ad un muro, con i loro colori e le loro figure. Ma fidatevi, un’esperienza simile è come scoprire i segreti di un oggetto... e che oggetto!! Anche se il tutto avviene in modo altamente scientifico e con una gran raccolta di dati utili alla conservazione e al restauro, a me piace pensarla in maniera decisamente più romantica: come se si guardasse dritti al cuore dell’opera.

FORMAZIONE CONGIUNTA AL MUSEO BORGOGNA

La formazione continua…! Oggi 21 giugno, noi volontari Maria, Matteo e Giulia ci siamo ritrovati al Museo Borgogna con la dott. Cinzia Lacchia per la formazione congiunta. Attorniati da splendidi affreschi staccati provenienti da Sostegno realizzati dal cosiddetto Pittore della Passione, attivo con la sua bottega nella seconda metà del Quattrocento, abbiamo affrontato un viaggio di conoscenza ed approfondimento sul sistema museale cittadino e Vercelli città d’arte. Sono emersi diversi spunti di lavoro e di riflessione da cui partire per la realizzazione del progetto “Innamorati della cultura” a cui stiamo lavorando. Attraverso questo percorso guidato abbiamo attraversato la città e i suoi luoghi d’arte permettendo a Giulia che non è vercellese di conoscere Vercelli e a me e Matteo di scoprire e approfondire nuovi aspetti. Interessante!

Patrizia Carpo: la mia Olp

DI COSA TI OCCUPI NEL TUO LAVORO?

 

Sono bibliotecaria ed archivista e presto servizio presso la biblioteca civica di Vercelli in qualità di funzionario direttivo tecnico. Sono in possesso del diploma specialistico in Archivistica, Paleografia e Diplomatica, dal 1999 sono stata nominata responsabile dell’Archivio Storico del comune di Vercelli. Sono responsabile della sezione manoscritti e rari, collaboro con EDIT16 (censimento delle edizioni italiane del XVI secolo, a cura del’ICCU) all’aggiornamento dei dati relativi alle cinquecentine conservate nella biblioteca civica di Vercelli. Svolgo inoltre un’intensa attività di catalogazione del libro moderno e antico in SBN (oltre 23.000 titoli moderni e oltre 1000 libri antichi catalogati). Sono coordinatore SBN per la biblioteca civica di Vercelli e referente per il deposito legale. Mi occupo di allestimento di mostre di documenti bibliografici e archivistici e dei relativi cataloghi.

 

 

DA QUANTO TEMPO LAVORI LI?

Lavoro qui da 34 anni.

 

QUALI COSE TI PIACCIONE DI PIU’?

 

Le cose che mi piacciono di più sono: il contatto con il pubblico, soprattutto composto da studenti universitari e studiosi, l’allestimento di mostre e redazione dei relativi cataloghi, ma anche leggere documenti antichi.

 

QUALI MENO?

 

 

 E’ UTILE IL TUO LAVORO?

Ritengo di si perché il lavoro che viene svolto è in funzione dell’utente che occupa un ruolo centrale a cui bisogna garantire la reperibilità del patrimonio .

 

PERCHE’ SERVIZIO CIVILE NEL TUO UFFICIO?

Il volontario che svolge il servizio civile presso il mio ufficio rappresenta il ponte fra le attività svolte dalla biblioteca in relazione ai servizi resi all’utente. e quindi migliora la conoscenza del patrimonio attraverso la sua promozione all’interno delle scuole, università e potenziali utenti. Inoltre il volontario sarà impegnato nell’accompagnamento degli studenti nelle visite guidate della biblioteca. Migliora la comunicazione delle attività che si svolgono in biblioteca.

 

 

 

PRESENTAZIONE

 

Ciao a tutti,

mi chiamo Maria, ma preferisco farmi chiamare Mary,

ho 26 anni e sono laureata in storia dell’arte. Vivo qui a Vercelli da 7 anni

e ho molte passioni, fra cui l’arte. Questa passione mi ha permesso di creare un legame di

conoscenza molto stretto con il territorio diventando guida turista per la provincia di Vercelli.

Collaboro con un museo cittadino: il Museo del Tesoro del Duomo dove ho la possibilità

di rapportarmi e confrontarmi con i visitatori ma anche di osservare e ammirare le opere d’arte esposte. Attualmente svolgo il servizio civile presso la Biblioteca Civica di Vercelli nell’ambito del progetto “Innamorati della cultura”, dove ho la possibilità di mettermi in gioco, mettendo in pratica le competenze acquisite durante gli anni di studio, ma cercando ugualmente di apprendere e di interiorizzare ogni singola informazione che mi viene data.

Intervista al mio Olp: Claudio Osenga

- Puoi presentarti?

Ciao, mi Claudio Osenga e come puoi capire da questa presentazione non amo parlare di me.

- Dove lavori e da quanto tempo?

Lavora a Coverfop dal 2000, Coverfop e' un Ente formativo con sede a Vercelli, per essere più precisi e' l'Ente formativo della città di Vercelli

- Di cosa ti occupi nel tuo lavoro?

Sono il Direttore dell'Ente, per cui mi occupo di costi, entrate, personale ma anche di progetti e di strategia di sviluppo

- Cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo lavoro?

diciamo prima cosa non mi piace.la tensione che contraddistingue le persone in questi anni, e che inevitabilmente nel mio lavoro ritorna come un boomerang, e va gestita. Cosa mi piace? La creatività, la possibilità di dare una mano a tante persone, il gruppo di persone con cui tutti i giorni lavoro. Vuoi davvero sapere cosa non sopporto più del mio lavoro? Le tante persone presuntuose che incontro tutti i giorni, e che spesso siedono su scranni che non meritano..

- Preferisci prendere le decisioni in maniera autonoma o confrontarti con i colleghi?

Fare il direttore vuol dire innanzitutto prendere decisioni. Le decisioni di norma nascono dalla condivisione degli obiettivi. Io sono particolarmente scrupoloso nel vivisezionare i problemi e nel pormi le varie alternative decisionali

- Perché si fa servizio civile nel tuo ufficio?

bella domanda, perché si fa servizio civile a Coverfop dovresti dire..beh chiedilo a Danilo Fiacconi

- In che misura credi che i volontari contribuiscano allo sviluppo dei progetti dell’ente?

ne esco in maniera colta: in maniera proattiva

- Da quanti anni create progetti con il Servizio Civile Nazionale?

credo da 6 anni

- Un giudizio complessivo dell’esperienza con il SCN.

alti e bassi, inutile fingere. Ma questo significa che e' un'esperienza vera, come la vita.

Abbiamo finito

- Un augurio al sottoscritto

un banalissimo ad majora..

- Un saluto e un invito ai futuri volontari

intanto un benvenuto a tutti quei giovani che vorranno confrontarsi con un anno di esperienza difficile, bello, complicato ma denso di emozioni. Questo credo che sia l'invito: se volete sperimentare una situazione in cui mettere in gioco la vostra capacita' di relazione questo e' il vostro "campo".

VERCELLI GIOVANI

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P.zza Municipio, 3 Vercelli
tel. 0161 596 608
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INFORMAGIOVANI

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ORARI
Lunedì 9.30-12.30
Mercoledì 14-17
Venerdì 9.30-12.30
SERVIZIOCIVILEVERCELLI

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