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"Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare"  
(Seneca)

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Francia: volontariato con SOLIDARITES JEUNESSES

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
La Ferté-Alais, Francia 
Date del progetto:
01/03/26 - 30/12/26
Scadenza per candidarsi:
22/02/26

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Repubblica Ceca: volontariato con HZNIDO

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Predklasteri, Repubblica Ceca
Date del progetto:
01/02/26 - 01/02/27
Date del progetto:
01/02/26 - 01/02/27

Viotti Festival-San Valentino in musica

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

A San Valentino la musica può diventare un modo speciale per stare insieme.

Ecco alcune proposte pensate per essere condivise, tutte unite dal piacere dell’ascolto e dalla possibilità di trasformare una serata in un ricordo che resta.

A TEATRO IN FAMIGLIA-Piccola rassegna di spettacoli per bambine e bambini

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

15 febbraio – 1 marzo – 22 marzo 2026

Lo spettacolo dal vivo coinvolge i più piccoli in un’esperienza sensoriale del vedere, dell’ascoltare, del vivere con papà, mamma, nonni momenti divertenti e rassicuranti.

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Cipro: volontariato con SISTEMA CYPRUS

| Giorgia Franzosi | estero

Tra riso e Kintsugi: eventi al Museo del Tesoro del Duomo

| Adele Ferraris | passioni, interessi e tempo libero

In arrivo una nuova mostra e la seconda edizione del workshop

Vercelli, [29 gennaio 2026] – Il Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli venerdì 6 febbraio, alle ore 17.00, inaugura una nuova mostra dedicata al territorio: Novara e Vercelli. Sotto il Rosa, il Riso. Protagonisti saranno gli scatti di Massimo Mormile, fotografo novarese capace di raccontare le risaie attraverso suggestioni uniche.

I DIALOGHI DEL GIOVEDì di Febbraio 2026

| Giorgia Franzosi | passioni, interessi e tempo libero

IL GIOVEDì ALLE ORE 18 nella sede di via Guala Bicheri 8

Proseguono i DIALOGHI DEL GIOVEDì, occasioni preziose per approfondire conoscenze, riflettere e dialogare su argomenti attuali, che intersecano gli studi accademici e le domande di senso. In tempi in cui l’interesse culturale e la libertà di giudizio sono non di rado minacciati da superficialità, conformismo, polarizzazione e “stordimento” da social, è sempre più importante  ritrovarsi, considerare le questioni in modo oggettivo e corretto (con aiuto di docenti universitari ed esperti), porsi in ascolto onesto, esprimere la propria visione e arricchirla grazie alle prospettive di altri.

I DIALOGHI DEL GIOVEDì vogliono anche essere, secondo la linea della Pastorale universitaria, spazio per coltivare le relazioni, l’incontro autentico tra persone, la ricerca di senso e la disposizione costruttiva. Con Speranza: particolare cura viene data alla fiducia che anche nel buio e nel groviglio di questo nostro tempo si possano intravedere luci, e, insieme, si possano custodire e diffondere perché il Bene cresca, per tutti.

Segnaliamo qui gli appuntamenti di febbraio, a partire da quello di  giovedì 5 febbraio, che vede protagonista un giovane brillantemente neolaureato: Nicolò Rosazza Prin. Nel DIALOGO avrà modo di riproporre i contenuti e i messaggi della sua interessante tesi di laurea  La ricerca di senso nell'era dell'intrattenimento: alienazione, dipendenza e fuga dalla realtà discussa recentemente presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’UPO (relatrice prof.ssa Stefania Sini, correlatore prof. Luca Ghisleri).

Il 12 febbraio sarà la volta della professoressa Gabriella Silvestrini, docente di Storia del pensiero politico al DiSUm–Università del Piemonte Orientale, che avvierà il DIALOGO  attraverso alcune riflessioni su colpa, risentimento e perdono, a partire dagli scritti di Jean Améry e Primo Levi.

La settimana successiva, il 19 febbraio, ospiti, relatori e dialoganti saranno gli studenti internazionali dell’Università del Piemonte orientale e di alcune scuole secondarie di secondo grado di Vercelli. Accompagnati dai docenti UPO Samuele Iaquinto e Chiara Bisio, insieme ad Alfonsina Zanatta, responsabile della Pastorale universitaria, tali giovani offriranno a tutti i partecipanti un vivace affresco della ricchezza delle differenze culturali e linguistiche, patrimonio fecondo per il nostro futuro, di Vercelli in modo speciale.

L’appuntamento mensile, avviato a gennaio con il DIALOGO  sull’Egitto, proseguirà nei prossimi mesi, in sinergia crescente con l’offerta di orientamento dell’Università del Piemonte Orientale.

Le tappe di febbraio termineranno, giovedì 26 febbraio, con uno stuzzicante dialogo sul FANTACALCIO, un fenomeno attualissimo che appassiona tanti e lascia perplessi altri. A parlarne saranno due voci vercellesi accomunate dal fascino del calcio: Giorgio Simonelli, docente e noto esperto di giornalismo sportivo e radiofonico, oltre che opinionista del programma TvTalk di Rai 3, e Lorenzo Ponzi, studente universitario prossimo alla laurea in Scienze della Comunicazione (UNITO)

Gli incontri sono aperti a tutti e si svolgono nella sede della Pastorale universitaria, in via Guala Bicheri 8.

Si allega locandina.

Info: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.; 334 9429503

Concerto di Giuseppe Andaloro - Sabato 31/01/2026 - Teatro Civico

| Giorgia Franzosi | passioni, interessi e tempo libero

Sabato 31 gennaio 2026 – ore 21
Teatro Civico | Via Monte di Pietà, 15 – Vercelli
Concerto in abbonamento
Giuseppe Andaloro pianoforte
Guido Rimonda direttore
Orchestra Camerata Ducale
La costruzione dell'armonia
PROGRAMMA
W. A. Mozart – Serenata n. 13 Eine kleine Nachtmusik in sol maggiore per orchestra d’archi, K 525
W. A. Mozart – Concerto per pianoforte n. 12 in la maggiore, K 414
W. A. Mozart – Sinfonia n. 29 in la maggiore, K 201
LO SPLENDORE DI MOZART CON GIUSEPPE ANDALORO E GUIDO RIMONDA
Non si è ancora spenta l'eco del grande ciclo tematico dedicato a Beethoven, e il XXVIII Viotti Festival offre
subito – sabato 31 gennaio 2026 (ore 21, concerto in abbonamento) al Teatro Civico di Vercelli –
l'opportunità di immergersi nel mondo di un altro dei pilastri del repertorio classico, ovvero Wolfgang
Amadeus Mozart.
Un concerto che rappresenta una delle novità più interessanti della stagione, e che si regge sul dialogo tra due
importanti protagonisti: da un lato, in veste di direttore della Camerata Ducale, Guido Rimonda, dall'altro
(per la prima volta a Vercelli) uno dei pianisti più affermati e interessanti della sua generazione, il siciliano
Giuseppe Andaloro.
Incontro inedito, quella tra Rimonda e Andaloro, che si sviluppa lungo una linea tematica di particolare
interesse, riassunta dal titolo La costruzione dell'armonia. Si tratta di andare alla ricerca, all'interno di
quell'incanto mozartiano che spesso supera i tentativi di analisi dell'ascoltatore, lo sforzo del genio
salisburghese di far dialogare tra loro i diversi strumenti e allo stesso tempo di rinnovare, sempre con
un'impronta assolutamente personale, le forme espressive della sua epoca.
Il cuore del programma è infatti il sontuoso Concerto per pianoforte n. 12 K 414, opera del 1782 che
rappresenta uno dei vertici della produzione pianistica mozartiana. Prima di questa pagina memorabile si potrà
apprezzare la celebre Eine kleine Nachtmusik, ossia la Serenata del 1782 che affascina ogni volta per il suo
limpido, classico equilibrio; la conclusione della serata, invece, sarà dedicata alla magnifica Sinfonia n. 29 K
201: composta ancora nel periodo salisburghese (siamo nel 1774), è un vero miracolo di freschezza e ricchezza
compositiva che segna anche una svolta nella ricerca espressiva di Mozart, il quale con quest'opera inizia
decisamente a prendere le distanze dal gusto dominante “italiano” e si lancia verso strutture e soluzioni più
innovative e personali.
Per non perdere questo appassionante concerto è possibile acquistare i biglietti o ricevere informazioni
scrivendo a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., telefonando al 329 1260732 o presentandosi alla biglietteria presso
il Viotti Club (via G. Ferraris 14 a Vercelli) mercoledì e venerdì dalle 14 alle 19, giovedì dalle 14 alle 16 e
sabato dalle 14 alle 18 (stessi orari anche per la reperibilità telefonica e via email). Ricordiamo che i biglietti
possono essere acquistati anche sul sito viottifestival.it o la sera stessa del concerto presso il botteghino del
Teatro Civico a partire dalle ore 20.
Nato a Palermo, Giuseppe Andaloro, dopo gli studi musicali al Conservatorio di Milano e di perfezionamento
al Mozarteum di Salisburgo si impone sulla scena internazionale vincendo il Concorso Ferruccio Busoni di
Bolzano 2005, l'Hong Kong International Piano Competition 2011, il London Piano Competition e altri
importanti Concorsi a Porto, Sendai (Giappone), Rabat, oltre al Premio Alfredo Casella di Napoli e al Premio
Venezia.
Si è esibito con London Philharmonic, Tokyo NHK Symphony, Singapore Symphony, Hong Kong
Philharmonic, Philharmonische Camerata Berlin, London Mozart Players, Czech Philharmonic Orchestra e
con grandi direttori come Vladimir Ashkenazy, Jean-Jacques Kantorow, Gianandrea Noseda, Andrew Parrott;
collabora con acclamati artisti come Sarah Chang, Giovanni Sollima, Sergej Krylov, Anna Tifu, Svetlin
Roussev, John Malkovich. È stato ospite di importanti Festival (Salzburger Festspiele, Ruhr Klavier, Spoleto
Due Mondi, Bucarest Enescu, Ravello, Chopin Duszniki-Zdròj, A. B. Michelangeli di Brescia e Bergamo, Al
Bustan Beirut, Mehli-Mehta Mumbai) e in alcune delle più celebri sale da concerto del mondo, fra cui La
Scala di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Konzerthaus di Berlino, Gasteig di Monaco, Royal Festival Hall e
Queen Elizabeth Hall di Londra, Santa Cecilia nel Parco della Musica di Roma, Rudolfinum Dvořák Hall a
Praga, Simón Bolívar a Città del Messico, Teatro Oriente a Santiago del Chile, Sumida Triphony Hall a Tokyo,
Esplanade di Singapore, City Hall a Hong Kong. Ha inciso per Sony, Warner, Naxos, Fontec, BAM ed è stato
ospite di molte radio e televisioni quali NHK-BS2 Tokyo, BBC London, Radio France Musique, Amadeus
103.7 Buenos Aires, RTSI Lugano, Rai Radio3 Italia, German Radio SWR2, Vatican Radio, WRR Dallas
Classical Radio. Ha tenuto masterclass in Giappone, Cina, USA, Thailandia, Malesia, ed è membro di giuria
in importanti Concorsi internazionali.
Nato a Saluzzo, Guido Rimonda inizia lo studio del violino al Conservatorio G. Verdi di Torino nella classe
di E. Oddone. Si perfeziona poi al Conservatorio di Ginevra con il celebre Corrado Romano, già insegnante
di Uto Ughi, ed è proprio Romano a definirlo “animale da violino”, espressione che lo accompagnerà lungo
tutta la carriera. Esordisce a 13 anni nello sceneggiato Rai Per Antonio Vivaldi, dove interpreta Vivaldi
fanciullo. Durante gli studi a Torino, rimane affascinato dalla figura di Giovanni Battista Viotti e si dedica alla
valorizzazione delle opere del compositore piemontese. Nel 1992 costituisce la Camerata Ducale, nel 1998 è
fondatore del Viotti Festival, di cui è direttore musicale, nel 2022 è Presidente della Fondazione Viotti e nel
2024 ha curato la mostra Viotti e Stradivari. La ricerca della perfezione. Parallelamente, è presente nelle più
importanti sale concertistiche in Italia e all’estero e ha al suo attivo oltre mille concerti come violino solista e
direttore. Nel 2010 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici. Già assistente di
G. Carmignola e F. Gulli presso la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo, è oggi docente presso il
Conservatorio di Torino. Intensa la sua attività discografica, che conta oltre 30 CD per Chandos, EMI e
soprattutto Decca Universal. Nel 2012 ha intrapreso per Decca il Progetto Viotti: 15 CD contenenti l’integrale
delle composizioni viottiane per violino e orchestra. Sempre per Decca sono nati Le violon noir I e II, Haydn
Concertos, Bach Sonatas con R. Bahrami e Smile – Uno Stradivari al cinema. Ha dato il via nel 2021 alla
prima pubblicazione integrale delle partiture viottiane. Suona lo Stradivari Leclair del 1721 detto Le Noir ed
è molto attivo anche come direttore dell'orchestra Camerata Ducale.
Il prossimo concerto del XXVIII Viotti Festival è in programma sabato 14 febbraio 2026 (ore 21) al Teatro
Civico di Vercelli, dove andrà in scena The carnaval, rivisitazione de Il carnevale degli animali di C. SaintSaëns, con testo di A. Baricco e protagonisti Gloria Campaner, Hyung-Ki Joo (pianoforti) e l'Ensemble
Camerata Ducale (con Giulia Rimonda al violino ed Ettore Pagano al violoncello).
CONTATTI
Ufficio Stampa Camerata Ducale & Viotti Festival
www.viottifestival.it – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. – 329 1260732 

Adecco - corsi Gol

| Giorgia Franzosi | formazione

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Germania: volontariato con KOELN FREIWILLING

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Colonia, Germania
Date del progetto:
01/04/26 - 30/11/26
Scadenza per candidarsi:
08/02/26

Carnevale Storico di Santhià

| Giorgia Franzosi | passioni, interessi e tempo libero

Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 16.30, in concomitanza con il Carnevale Storico di Santhià, la Delegazione FAI di Vercelli propone una speciale visita guidata alla chiesa della Santissima Trinità, uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della città.

L’eccezionalità della chiesa risiede nella sua lunga e stratificata storia, ancora leggibile nelle navate, nei lacerti di affreschi, nelle decorazioni superstiti e nel coro. Per decenni sede di due confraternite – quella della Santissima Trinità e quella dei Santi Apostoli – l’edificio sorge nell’area dell’antico ospedale di Santhià ed è testimonianza significativa della vita religiosa e assistenziale della città. Tra simboli, devozione e arte, la chiesa conserva ancora oggi una preziosa pala d’altare cinquecentesca di scuola vercellese, rendendola uno dei luoghi artisticamente più curiosi e suggestivi di Santhià.

Il fine settimana rappresenta inoltre un’occasione ideale per immergersi nell’atmosfera del Carnevale Storico di Santhià, che proprio da sabato 14 febbraio entra nel vivo della manifestazione.

La visita inizierà alle ore 16.30 e si concluderà entro le 17.30; sarà condotta da una guida turistica abilitata dell’associazione Discovery Alto Piemonte.
La prenotazione è consigliata scrivendo a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

Il contributo richiesto è libero a partire da € 8,00. In loco sarà possibile iscriversi al FAI o rinnovare la tessera, con quota agevolata di € 15,00 per i giovani dai 18 ai 35 anni.

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Bulgaria: volontariato con SYNERGY

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Sofia, Bulgaria
Date del progetto:
01/03/2026 - 14/12/2026
Scadenza per candidarsi:
01/02/26

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Olanda: volontariato con LAVA LEGATO

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Zelhem, Olanda
Date del progetto:
01/10/26 - 01/06/27
Date del progetto:
01/10/26 - 01/06/27

Interscambi Coreografici Vercelli prosegue domenica 1° febbraio 2026 con “Ring of Love” in collaborazione con il Museo Borgogna di Vercelli nell’ambito della rassegna “L’Arte si fa sentire”

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

La Fondazione Egri – riconosciuta dal Ministero della Cultura come Centro di Rilevante Interesse per la Danza (CRID) – prosegue a Vercelli, con un partner di eccezione come il Museo Borgogna, la stagione 2025-26 di Interscambi Coreografici, all’interno del progetto IPUNTIDANZA, un network diffuso di programmazione, produzione e formazione sul territorio regionale del Piemonte.

XXVIII VIOTTI FESTIVAL-Concerto del Quartetto Adorno

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

Sabato 17 gennaio 2026 – ore 21
Teatro Civico | Via Monte di Pietà, 15 – Vercelli
Concerto in abbonamento

DA DOMANI APRE AL PUBBLICO
LA MOSTRA

"Guttuso, De Pisis, Fontana…
L’Espressionismo Italiano"

A Vercelli, dall’11 settembre, un’inedita mostra dedicata all’Espressionismo Italiano.

Le magnifiche opere di Guttuso, De Pisis, Fontana e molti altri, realizzate tra il 1920 e il 1945, saranno esposte allo Spazio ARCA (Ex Chiesa di San Marco) per raccontare una storia importante, che parla di libertà, di scelte controcorrente e coraggiose.

La mostra rappresenta anche un’occasione unica per vedere da vicino il dialogo tra grandi Maestri e una giovane voce del contemporaneo. Esposti, infatti, anche lavori inediti dell’artista Norberto Spina, tra cui una preziosa opera prestata dalla Royal Academy di Londra e opere site specific.

Promossa dal Comune di Vercelli e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone, e curata da Daniele Fenaroli, la mostra è il primo appuntamento di un progetto pluriennale.

  

                                            


11 settembre 2025 - 11 gennaio 2026

Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA, Vercelli

Immagini HD uso stampa scaricabili dal seguente link >https://bit.ly/IANNACCONE_VERCELLI 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

A partire dall’11 settembre, nell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA a Vercelli, apre al pubblico “Guttuso, De Pisis, Fontana… L’Espressionismo Italiano”, una mostra che riporta al centro dell’attenzione un movimento potente, viscerale, che ha saputo dare voce al turbamento e alla passione del Novecento italiano.

Per la prima volta, un nucleo significativo di opere realizzate tra il 1920 e il 1945 e appartenenti alla sezione storica della Collezione Giuseppe Iannaccone – alcune delle quali mai esposte prima al pubblico – verranno riunite per raccontare un periodo straordinario della storia dell’arte italiana.

L’Espressionismo Italiano, attraverso i suoi esponenti quali Renato Birolli, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Fausto Pirandello, Aligi Sassu, Emilio Vedova e molti altri, ha saputo affermare con forza una visione indipendente, sottraendosi alle imposizioni culturali dominanti scegliendo, attraverso una ricerca personale spesso coraggiosa e controcorrente, di raccontare la fragilità, la solitudine e la tensione esistenziale dell’uomo, anziché aderire ai modelli celebrativi imposti.

Questi artisti hanno costruito una contro-narrazione silenziosa ma potente, fatta di corpi sbilanciati, nature morte inquietanti, città sognanti, figure ai margini e una disarmante quotidianità, lontana dalla retorica imperante.

Tra le opere esposte, ne spiccano alcune realizzate da artisti riconosciuti come i principali esponenti dell’Espressionismo italiano: Nudo in piedi (1939) di Lucio Fontana, Composizione (Siesta Rustica) (1924-1926) di Fausto Pirandello, Il Caffeuccio Veneziano (1942) di Emilio Vedova, I poeti (1935) di Renato Birolli, Lo schermidore (1934) di Angelo Del Bon, Ritratto di Antonino Santangelo (1942) e Ritratto di Mimise (1938) di Renato Guttuso.

Le opere provengono prevalentemente dalla Collezione Iannaccone, una delle più rilevanti collezioni private italiane, raccolte con passione da oltre 30 anni dall’Avvocato Giuseppe Iannaccone, grandissimo amante dell’arte e forte promotore della creatività di artisti, del panorama italiano e internazionale, di ieri e di oggi. Una collezione “romantica”, che ha seguito e inseguito quell’arte che – dopo la grande stagione delle avanguardie – non ha coltivato gli ideali classici ma ideali diversi, incentrati sull’intensità del colore; sulla fantasia, la visionarietà e la soggettività dell’io, sull'espressione dei sentimenti e delle emozioni.

Con il patrocinio della Regione Piemonte, promossa dal Comune di Vercelli, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Daniele Fenaroli, la mostra è il primo appuntamento di un progetto espositivo pluriennale grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, della Provincia di Vercelli, di ASM e della Fondazione CRT.
La mostra vede come sponsor tecnico Open Care – Servizi per l'arte.



 

 

 

 

 

PRIMO CAPITOLO DEL PROGETTO PLURIENNALE

Il progetto, pensato anche per creare un dialogo tra diverse discipline, ha come obiettivo di rivelare come la creatività e l’arte possano arricchirsi attraverso l’interazione tra linguaggi differenti, creando una sinergia tra la storia del luogo, l’arte contemporanea e altre forme di espressione culturale.

In questo contesto, ogni anno si metterà in luce un artista contemporaneo attraverso la relazione con le opere esposte nelle mostre.

Quest’anno l’attenzione sarà rivolta al giovane e talentuoso artista Norberto Spina.
Classe 1995, Spina si forma tra Milano e Londra e la sua poetica si fonda sulla sovrapposizione di memoria personale e collettiva; un lavoro alimentato dalla ricerca di immagini d’archivio, fotografie storiche, momenti di vita quotidiana e iconografie della tradizione popolare italiana che, rielaborati e sovrapposti, si manifestano come frammenti di ricordi.
Saranno esposti alcuni suoi lavori, oltre ad un prestito proveniente dalla Royal Academy di Londra e altre opere inedite e site specific che lo stesso ha realizzato appositamente per questa occasione.

La rilettura storica che ispira le opere di Norberto Spina suggerisce una possibile linea di continuità nel modo in cui l’arte può divenire una fedele, seppur personale, visione della realtà. Se negli anni Trenta gli artisti selezionati si sono sottratti alla monumentalità celebrativa del potere, Spina, da artista contemporaneo, si muove a lato della memoria collettiva, rielaborando figure, gesti, e atmosfere che sembrano emerse da un archivio dimenticato, che risuonano, oggi più che mai, come una potente cassa di risonanza. Le sue opere non illustrano la storia, la attraversano.

Prendere in mano un’immagine del passato e farla rivivere – o semplicemente rievocarla – non è un’operazione neutra, non è sinonimo di nostalgia ma significa, al contrario, tornare consapevolmente a quei momenti che hanno inciso a fondo il nostro immaginario collettivo.

Tra i linguaggi pittorici che si confrontano con la storia come materia viva, si inserisce anche il dialogo tra La battaglia dei tre cavalieri di Aligi Sassu (1941) e l’opera Presente di Norberto Spina (2024), che rielabora un particolare del Sacrario di Redipuglia voluto da Mussolini nel 1938.
Se Sassu, nel pieno del secondo conflitto mondiale e da poco uscito dal carcere, sceglie di evocare il mito per denunciare l’inutilità della guerra attraverso una pittura epica e tragica in cui non traspare, nonostante le pallide vittime, nemmeno un goccio di sangue, Spina, in modo più asciutto e concettuale, isola la parola incisa su pietra per metterla a confronto con il nostro sguardo. L’uno utilizza il corpo dei cavalieri per rappresentare l’assurdità della battaglia e lo smarrimento dell’individuo, la consapevolezza che a morire in quella guerra era lo spirito umano e non i soli corpi; l’altro, con un linguaggio completamente diverso, si concentra sulla monumentalità del potere, che a distanza di decenni continua a porci interrogativi.

Guardare oggi le opere in mostra, accanto a quelle di Norberto Spina, significa non soltanto recuperare una pagina fondamentale della storia dell’arte italiana, ma anche riconoscere quanto quella stagione parli ancora al nostro presente. Non come immagine passata, ma come un linguaggio vivo, capace di dirci ancora molto, e forse più che mai, su libertà, responsabilità e visione.



LA MOSTRA

Cosa accade quando le immagini del passato si confrontano con lo sguardo del presente? Quando l’arte non si limita a raccontare “com’era”, ma interroga il nostro “come siamo”? Questa mostra nasce da un incontro: quello tra il nucleo storico delle opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, che custodisce capolavori dell’Espressionismo italiano realizzate tra il 1920 e il 1945, e la ricerca contemporanea di Norberto Spina, artista classe 1995. Un dialogo non illustrativo, ma profondamente critico e viscerale, che mette in moto le possibilità più vitali dell’arte: riattivare la memoria, rivelare ciò che è stato rimosso, restituire umanità a ciò che la storia ufficiale ha talvolta semplificato o dimenticato.
Le opere qui raccolte non cercano né la celebrazione né il compiacimento. Sono immagini che raccontano fratture, inquietudini, solitudini, dolori: realtà profondamente umane che, allora come oggi, resistono alle semplificazioni ideologiche. Gli artisti dell’Espressionismo italiano, pur appartenendo a scuole diverse e percorsi individuali eterogenei, hanno saputo dar voce a una sensibilità antiretorica, capace di opporsi, con mezzi propri, spesso silenziosi ma incisivi, all'estetica dominante del regime.
Birolli, Guttuso, Fontana, Pirandello, Sassu e molti altri protagonisti di questa stagione artistica hanno scelto l’empatia alla monumentalità, la deformazione all’ordine, l’indagine del sé e dell’altro all’adesione al potere. E proprio in questa tensione si innesta, oggi, la pittura di Norberto Spina: un lavoro che non copia, non cita, ma interpreta. Le sue immagini evocano archivi smarriti, memorie spezzate, identità fratturate. Rielabora l’eredità visiva degli anni Trenta restituendole complessità, distanza, e soprattutto nuove domande.
Lungo un percorso espositivo che si sviluppa per nuclei tematici, il colore come forma di resistenza, il ritratto come ricerca dell’identità, il presente come soglia inquieta della memoria, il visitatore è invitato a mettere in discussione ogni idea pacificata di storia e di rappresentazione. Perché non è solo questione di ciò che vediamo, ma di come lo guardiamo. E da dove.
In un tempo che tende a semplificare, questa mostra difende l’ambiguità. In un presente che spesso dimentica, riattiva la memoria. In un contesto che premia la superficie, propone profondità.
Non si tratta dunque di un’esposizione “sulla storia”, ma di una mostra “dentro la storia”: dentro le sue ferite, le sue tensioni, i suoi fantasmi. E soprattutto dentro le sue possibilità di trasformazione. Perché, come ci suggeriscono le opere esposte, la pittura, oggi come ieri, può ancora essere uno strumento critico, un atto etico, una forma di resistenza.




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Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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LA MOSTRA

"Guttuso, De Pisis, Fontana…
L’Espressionismo Italiano"

A Vercelli, dall’11 settembre, un’inedita mostra dedicata all’Espressionismo Italiano.

Le magnifiche opere di Guttuso, De Pisis, Fontana e molti altri, realizzate tra il 1920 e il 1945, saranno esposte allo Spazio ARCA (Ex Chiesa di San Marco) per raccontare una storia importante, che parla di libertà, di scelte controcorrente e coraggiose.

La mostra rappresenta anche un’occasione unica per vedere da vicino il dialogo tra grandi Maestri e una giovane voce del contemporaneo. Esposti, infatti, anche lavori inediti dell’artista Norberto Spina, tra cui una preziosa opera prestata dalla Royal Academy di Londra e opere site specific.

Promossa dal Comune di Vercelli e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone, e curata da Daniele Fenaroli, la mostra è il primo appuntamento di un progetto pluriennale.

  

                                            


11 settembre 2025 - 11 gennaio 2026

Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA, Vercelli

Immagini HD uso stampa scaricabili dal seguente link >https://bit.ly/IANNACCONE_VERCELLI 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

A partire dall’11 settembre, nell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA a Vercelli, apre al pubblico “Guttuso, De Pisis, Fontana… L’Espressionismo Italiano”, una mostra che riporta al centro dell’attenzione un movimento potente, viscerale, che ha saputo dare voce al turbamento e alla passione del Novecento italiano.

Per la prima volta, un nucleo significativo di opere realizzate tra il 1920 e il 1945 e appartenenti alla sezione storica della Collezione Giuseppe Iannaccone – alcune delle quali mai esposte prima al pubblico – verranno riunite per raccontare un periodo straordinario della storia dell’arte italiana.

L’Espressionismo Italiano, attraverso i suoi esponenti quali Renato Birolli, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Fausto Pirandello, Aligi Sassu, Emilio Vedova e molti altri, ha saputo affermare con forza una visione indipendente, sottraendosi alle imposizioni culturali dominanti scegliendo, attraverso una ricerca personale spesso coraggiosa e controcorrente, di raccontare la fragilità, la solitudine e la tensione esistenziale dell’uomo, anziché aderire ai modelli celebrativi imposti.

Questi artisti hanno costruito una contro-narrazione silenziosa ma potente, fatta di corpi sbilanciati, nature morte inquietanti, città sognanti, figure ai margini e una disarmante quotidianità, lontana dalla retorica imperante.

Tra le opere esposte, ne spiccano alcune realizzate da artisti riconosciuti come i principali esponenti dell’Espressionismo italiano: Nudo in piedi (1939) di Lucio Fontana, Composizione (Siesta Rustica) (1924-1926) di Fausto Pirandello, Il Caffeuccio Veneziano (1942) di Emilio Vedova, I poeti (1935) di Renato Birolli, Lo schermidore (1934) di Angelo Del Bon, Ritratto di Antonino Santangelo (1942) e Ritratto di Mimise (1938) di Renato Guttuso.

Le opere provengono prevalentemente dalla Collezione Iannaccone, una delle più rilevanti collezioni private italiane, raccolte con passione da oltre 30 anni dall’Avvocato Giuseppe Iannaccone, grandissimo amante dell’arte e forte promotore della creatività di artisti, del panorama italiano e internazionale, di ieri e di oggi. Una collezione “romantica”, che ha seguito e inseguito quell’arte che – dopo la grande stagione delle avanguardie – non ha coltivato gli ideali classici ma ideali diversi, incentrati sull’intensità del colore; sulla fantasia, la visionarietà e la soggettività dell’io, sull'espressione dei sentimenti e delle emozioni.

Con il patrocinio della Regione Piemonte, promossa dal Comune di Vercelli, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Daniele Fenaroli, la mostra è il primo appuntamento di un progetto espositivo pluriennale grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, della Provincia di Vercelli, di ASM e della Fondazione CRT.
La mostra vede come sponsor tecnico Open Care – Servizi per l'arte.



 

 

 

 

 

PRIMO CAPITOLO DEL PROGETTO PLURIENNALE

Il progetto, pensato anche per creare un dialogo tra diverse discipline, ha come obiettivo di rivelare come la creatività e l’arte possano arricchirsi attraverso l’interazione tra linguaggi differenti, creando una sinergia tra la storia del luogo, l’arte contemporanea e altre forme di espressione culturale.

In questo contesto, ogni anno si metterà in luce un artista contemporaneo attraverso la relazione con le opere esposte nelle mostre.

Quest’anno l’attenzione sarà rivolta al giovane e talentuoso artista Norberto Spina.
Classe 1995, Spina si forma tra Milano e Londra e la sua poetica si fonda sulla sovrapposizione di memoria personale e collettiva; un lavoro alimentato dalla ricerca di immagini d’archivio, fotografie storiche, momenti di vita quotidiana e iconografie della tradizione popolare italiana che, rielaborati e sovrapposti, si manifestano come frammenti di ricordi.
Saranno esposti alcuni suoi lavori, oltre ad un prestito proveniente dalla Royal Academy di Londra e altre opere inedite e site specific che lo stesso ha realizzato appositamente per questa occasione.

La rilettura storica che ispira le opere di Norberto Spina suggerisce una possibile linea di continuità nel modo in cui l’arte può divenire una fedele, seppur personale, visione della realtà. Se negli anni Trenta gli artisti selezionati si sono sottratti alla monumentalità celebrativa del potere, Spina, da artista contemporaneo, si muove a lato della memoria collettiva, rielaborando figure, gesti, e atmosfere che sembrano emerse da un archivio dimenticato, che risuonano, oggi più che mai, come una potente cassa di risonanza. Le sue opere non illustrano la storia, la attraversano.

Prendere in mano un’immagine del passato e farla rivivere – o semplicemente rievocarla – non è un’operazione neutra, non è sinonimo di nostalgia ma significa, al contrario, tornare consapevolmente a quei momenti che hanno inciso a fondo il nostro immaginario collettivo.

Tra i linguaggi pittorici che si confrontano con la storia come materia viva, si inserisce anche il dialogo tra La battaglia dei tre cavalieri di Aligi Sassu (1941) e l’opera Presente di Norberto Spina (2024), che rielabora un particolare del Sacrario di Redipuglia voluto da Mussolini nel 1938.
Se Sassu, nel pieno del secondo conflitto mondiale e da poco uscito dal carcere, sceglie di evocare il mito per denunciare l’inutilità della guerra attraverso una pittura epica e tragica in cui non traspare, nonostante le pallide vittime, nemmeno un goccio di sangue, Spina, in modo più asciutto e concettuale, isola la parola incisa su pietra per metterla a confronto con il nostro sguardo. L’uno utilizza il corpo dei cavalieri per rappresentare l’assurdità della battaglia e lo smarrimento dell’individuo, la consapevolezza che a morire in quella guerra era lo spirito umano e non i soli corpi; l’altro, con un linguaggio completamente diverso, si concentra sulla monumentalità del potere, che a distanza di decenni continua a porci interrogativi.

Guardare oggi le opere in mostra, accanto a quelle di Norberto Spina, significa non soltanto recuperare una pagina fondamentale della storia dell’arte italiana, ma anche riconoscere quanto quella stagione parli ancora al nostro presente. Non come immagine passata, ma come un linguaggio vivo, capace di dirci ancora molto, e forse più che mai, su libertà, responsabilità e visione.



LA MOSTRA

Cosa accade quando le immagini del passato si confrontano con lo sguardo del presente? Quando l’arte non si limita a raccontare “com’era”, ma interroga il nostro “come siamo”? Questa mostra nasce da un incontro: quello tra il nucleo storico delle opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, che custodisce capolavori dell’Espressionismo italiano realizzate tra il 1920 e il 1945, e la ricerca contemporanea di Norberto Spina, artista classe 1995. Un dialogo non illustrativo, ma profondamente critico e viscerale, che mette in moto le possibilità più vitali dell’arte: riattivare la memoria, rivelare ciò che è stato rimosso, restituire umanità a ciò che la storia ufficiale ha talvolta semplificato o dimenticato.
Le opere qui raccolte non cercano né la celebrazione né il compiacimento. Sono immagini che raccontano fratture, inquietudini, solitudini, dolori: realtà profondamente umane che, allora come oggi, resistono alle semplificazioni ideologiche. Gli artisti dell’Espressionismo italiano, pur appartenendo a scuole diverse e percorsi individuali eterogenei, hanno saputo dar voce a una sensibilità antiretorica, capace di opporsi, con mezzi propri, spesso silenziosi ma incisivi, all'estetica dominante del regime.
Birolli, Guttuso, Fontana, Pirandello, Sassu e molti altri protagonisti di questa stagione artistica hanno scelto l’empatia alla monumentalità, la deformazione all’ordine, l’indagine del sé e dell’altro all’adesione al potere. E proprio in questa tensione si innesta, oggi, la pittura di Norberto Spina: un lavoro che non copia, non cita, ma interpreta. Le sue immagini evocano archivi smarriti, memorie spezzate, identità fratturate. Rielabora l’eredità visiva degli anni Trenta restituendole complessità, distanza, e soprattutto nuove domande.
Lungo un percorso espositivo che si sviluppa per nuclei tematici, il colore come forma di resistenza, il ritratto come ricerca dell’identità, il presente come soglia inquieta della memoria, il visitatore è invitato a mettere in discussione ogni idea pacificata di storia e di rappresentazione. Perché non è solo questione di ciò che vediamo, ma di come lo guardiamo. E da dove.
In un tempo che tende a semplificare, questa mostra difende l’ambiguità. In un presente che spesso dimentica, riattiva la memoria. In un contesto che premia la superficie, propone profondità.
Non si tratta dunque di un’esposizione “sulla storia”, ma di una mostra “dentro la storia”: dentro le sue ferite, le sue tensioni, i suoi fantasmi. E soprattutto dentro le sue possibilità di trasformazione. Perché, come ci suggeriscono le opere esposte, la pittura, oggi come ieri, può ancora essere uno strumento critico, un atto etico, una forma di resistenza.




Immagini HD uso stampa scaricabili dal seguente link > https://bit.ly/IANNACCONE_VERCELLI

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Francia: volontariato con SOLIDARITES JEUNESSES

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
La Ferté-Alais, Francia 
Date del progetto:
01/03/26 - 30/12/26
Scadenza per candidarsi:
22/02/26

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Repubblica Ceca: volontariato con HZNIDO

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Predklasteri, Repubblica Ceca
Date del progetto:
01/02/26 - 01/02/27
Date del progetto:
01/02/26 - 01/02/27

Viotti Festival-San Valentino in musica

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

A San Valentino la musica può diventare un modo speciale per stare insieme.

Ecco alcune proposte pensate per essere condivise, tutte unite dal piacere dell’ascolto e dalla possibilità di trasformare una serata in un ricordo che resta.

A TEATRO IN FAMIGLIA-Piccola rassegna di spettacoli per bambine e bambini

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

15 febbraio – 1 marzo – 22 marzo 2026

Lo spettacolo dal vivo coinvolge i più piccoli in un’esperienza sensoriale del vedere, dell’ascoltare, del vivere con papà, mamma, nonni momenti divertenti e rassicuranti.

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Cipro: volontariato con SISTEMA CYPRUS

| Giorgia Franzosi | estero

Tra riso e Kintsugi: eventi al Museo del Tesoro del Duomo

| Adele Ferraris | passioni, interessi e tempo libero

In arrivo una nuova mostra e la seconda edizione del workshop

Vercelli, [29 gennaio 2026] – Il Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli venerdì 6 febbraio, alle ore 17.00, inaugura una nuova mostra dedicata al territorio: Novara e Vercelli. Sotto il Rosa, il Riso. Protagonisti saranno gli scatti di Massimo Mormile, fotografo novarese capace di raccontare le risaie attraverso suggestioni uniche.

I DIALOGHI DEL GIOVEDì di Febbraio 2026

| Giorgia Franzosi | passioni, interessi e tempo libero

IL GIOVEDì ALLE ORE 18 nella sede di via Guala Bicheri 8

Proseguono i DIALOGHI DEL GIOVEDì, occasioni preziose per approfondire conoscenze, riflettere e dialogare su argomenti attuali, che intersecano gli studi accademici e le domande di senso. In tempi in cui l’interesse culturale e la libertà di giudizio sono non di rado minacciati da superficialità, conformismo, polarizzazione e “stordimento” da social, è sempre più importante  ritrovarsi, considerare le questioni in modo oggettivo e corretto (con aiuto di docenti universitari ed esperti), porsi in ascolto onesto, esprimere la propria visione e arricchirla grazie alle prospettive di altri.

I DIALOGHI DEL GIOVEDì vogliono anche essere, secondo la linea della Pastorale universitaria, spazio per coltivare le relazioni, l’incontro autentico tra persone, la ricerca di senso e la disposizione costruttiva. Con Speranza: particolare cura viene data alla fiducia che anche nel buio e nel groviglio di questo nostro tempo si possano intravedere luci, e, insieme, si possano custodire e diffondere perché il Bene cresca, per tutti.

Segnaliamo qui gli appuntamenti di febbraio, a partire da quello di  giovedì 5 febbraio, che vede protagonista un giovane brillantemente neolaureato: Nicolò Rosazza Prin. Nel DIALOGO avrà modo di riproporre i contenuti e i messaggi della sua interessante tesi di laurea  La ricerca di senso nell'era dell'intrattenimento: alienazione, dipendenza e fuga dalla realtà discussa recentemente presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’UPO (relatrice prof.ssa Stefania Sini, correlatore prof. Luca Ghisleri).

Il 12 febbraio sarà la volta della professoressa Gabriella Silvestrini, docente di Storia del pensiero politico al DiSUm–Università del Piemonte Orientale, che avvierà il DIALOGO  attraverso alcune riflessioni su colpa, risentimento e perdono, a partire dagli scritti di Jean Améry e Primo Levi.

La settimana successiva, il 19 febbraio, ospiti, relatori e dialoganti saranno gli studenti internazionali dell’Università del Piemonte orientale e di alcune scuole secondarie di secondo grado di Vercelli. Accompagnati dai docenti UPO Samuele Iaquinto e Chiara Bisio, insieme ad Alfonsina Zanatta, responsabile della Pastorale universitaria, tali giovani offriranno a tutti i partecipanti un vivace affresco della ricchezza delle differenze culturali e linguistiche, patrimonio fecondo per il nostro futuro, di Vercelli in modo speciale.

L’appuntamento mensile, avviato a gennaio con il DIALOGO  sull’Egitto, proseguirà nei prossimi mesi, in sinergia crescente con l’offerta di orientamento dell’Università del Piemonte Orientale.

Le tappe di febbraio termineranno, giovedì 26 febbraio, con uno stuzzicante dialogo sul FANTACALCIO, un fenomeno attualissimo che appassiona tanti e lascia perplessi altri. A parlarne saranno due voci vercellesi accomunate dal fascino del calcio: Giorgio Simonelli, docente e noto esperto di giornalismo sportivo e radiofonico, oltre che opinionista del programma TvTalk di Rai 3, e Lorenzo Ponzi, studente universitario prossimo alla laurea in Scienze della Comunicazione (UNITO)

Gli incontri sono aperti a tutti e si svolgono nella sede della Pastorale universitaria, in via Guala Bicheri 8.

Si allega locandina.

Info: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.; 334 9429503

Concerto di Giuseppe Andaloro - Sabato 31/01/2026 - Teatro Civico

| Giorgia Franzosi | passioni, interessi e tempo libero

Sabato 31 gennaio 2026 – ore 21
Teatro Civico | Via Monte di Pietà, 15 – Vercelli
Concerto in abbonamento
Giuseppe Andaloro pianoforte
Guido Rimonda direttore
Orchestra Camerata Ducale
La costruzione dell'armonia
PROGRAMMA
W. A. Mozart – Serenata n. 13 Eine kleine Nachtmusik in sol maggiore per orchestra d’archi, K 525
W. A. Mozart – Concerto per pianoforte n. 12 in la maggiore, K 414
W. A. Mozart – Sinfonia n. 29 in la maggiore, K 201
LO SPLENDORE DI MOZART CON GIUSEPPE ANDALORO E GUIDO RIMONDA
Non si è ancora spenta l'eco del grande ciclo tematico dedicato a Beethoven, e il XXVIII Viotti Festival offre
subito – sabato 31 gennaio 2026 (ore 21, concerto in abbonamento) al Teatro Civico di Vercelli –
l'opportunità di immergersi nel mondo di un altro dei pilastri del repertorio classico, ovvero Wolfgang
Amadeus Mozart.
Un concerto che rappresenta una delle novità più interessanti della stagione, e che si regge sul dialogo tra due
importanti protagonisti: da un lato, in veste di direttore della Camerata Ducale, Guido Rimonda, dall'altro
(per la prima volta a Vercelli) uno dei pianisti più affermati e interessanti della sua generazione, il siciliano
Giuseppe Andaloro.
Incontro inedito, quella tra Rimonda e Andaloro, che si sviluppa lungo una linea tematica di particolare
interesse, riassunta dal titolo La costruzione dell'armonia. Si tratta di andare alla ricerca, all'interno di
quell'incanto mozartiano che spesso supera i tentativi di analisi dell'ascoltatore, lo sforzo del genio
salisburghese di far dialogare tra loro i diversi strumenti e allo stesso tempo di rinnovare, sempre con
un'impronta assolutamente personale, le forme espressive della sua epoca.
Il cuore del programma è infatti il sontuoso Concerto per pianoforte n. 12 K 414, opera del 1782 che
rappresenta uno dei vertici della produzione pianistica mozartiana. Prima di questa pagina memorabile si potrà
apprezzare la celebre Eine kleine Nachtmusik, ossia la Serenata del 1782 che affascina ogni volta per il suo
limpido, classico equilibrio; la conclusione della serata, invece, sarà dedicata alla magnifica Sinfonia n. 29 K
201: composta ancora nel periodo salisburghese (siamo nel 1774), è un vero miracolo di freschezza e ricchezza
compositiva che segna anche una svolta nella ricerca espressiva di Mozart, il quale con quest'opera inizia
decisamente a prendere le distanze dal gusto dominante “italiano” e si lancia verso strutture e soluzioni più
innovative e personali.
Per non perdere questo appassionante concerto è possibile acquistare i biglietti o ricevere informazioni
scrivendo a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., telefonando al 329 1260732 o presentandosi alla biglietteria presso
il Viotti Club (via G. Ferraris 14 a Vercelli) mercoledì e venerdì dalle 14 alle 19, giovedì dalle 14 alle 16 e
sabato dalle 14 alle 18 (stessi orari anche per la reperibilità telefonica e via email). Ricordiamo che i biglietti
possono essere acquistati anche sul sito viottifestival.it o la sera stessa del concerto presso il botteghino del
Teatro Civico a partire dalle ore 20.
Nato a Palermo, Giuseppe Andaloro, dopo gli studi musicali al Conservatorio di Milano e di perfezionamento
al Mozarteum di Salisburgo si impone sulla scena internazionale vincendo il Concorso Ferruccio Busoni di
Bolzano 2005, l'Hong Kong International Piano Competition 2011, il London Piano Competition e altri
importanti Concorsi a Porto, Sendai (Giappone), Rabat, oltre al Premio Alfredo Casella di Napoli e al Premio
Venezia.
Si è esibito con London Philharmonic, Tokyo NHK Symphony, Singapore Symphony, Hong Kong
Philharmonic, Philharmonische Camerata Berlin, London Mozart Players, Czech Philharmonic Orchestra e
con grandi direttori come Vladimir Ashkenazy, Jean-Jacques Kantorow, Gianandrea Noseda, Andrew Parrott;
collabora con acclamati artisti come Sarah Chang, Giovanni Sollima, Sergej Krylov, Anna Tifu, Svetlin
Roussev, John Malkovich. È stato ospite di importanti Festival (Salzburger Festspiele, Ruhr Klavier, Spoleto
Due Mondi, Bucarest Enescu, Ravello, Chopin Duszniki-Zdròj, A. B. Michelangeli di Brescia e Bergamo, Al
Bustan Beirut, Mehli-Mehta Mumbai) e in alcune delle più celebri sale da concerto del mondo, fra cui La
Scala di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Konzerthaus di Berlino, Gasteig di Monaco, Royal Festival Hall e
Queen Elizabeth Hall di Londra, Santa Cecilia nel Parco della Musica di Roma, Rudolfinum Dvořák Hall a
Praga, Simón Bolívar a Città del Messico, Teatro Oriente a Santiago del Chile, Sumida Triphony Hall a Tokyo,
Esplanade di Singapore, City Hall a Hong Kong. Ha inciso per Sony, Warner, Naxos, Fontec, BAM ed è stato
ospite di molte radio e televisioni quali NHK-BS2 Tokyo, BBC London, Radio France Musique, Amadeus
103.7 Buenos Aires, RTSI Lugano, Rai Radio3 Italia, German Radio SWR2, Vatican Radio, WRR Dallas
Classical Radio. Ha tenuto masterclass in Giappone, Cina, USA, Thailandia, Malesia, ed è membro di giuria
in importanti Concorsi internazionali.
Nato a Saluzzo, Guido Rimonda inizia lo studio del violino al Conservatorio G. Verdi di Torino nella classe
di E. Oddone. Si perfeziona poi al Conservatorio di Ginevra con il celebre Corrado Romano, già insegnante
di Uto Ughi, ed è proprio Romano a definirlo “animale da violino”, espressione che lo accompagnerà lungo
tutta la carriera. Esordisce a 13 anni nello sceneggiato Rai Per Antonio Vivaldi, dove interpreta Vivaldi
fanciullo. Durante gli studi a Torino, rimane affascinato dalla figura di Giovanni Battista Viotti e si dedica alla
valorizzazione delle opere del compositore piemontese. Nel 1992 costituisce la Camerata Ducale, nel 1998 è
fondatore del Viotti Festival, di cui è direttore musicale, nel 2022 è Presidente della Fondazione Viotti e nel
2024 ha curato la mostra Viotti e Stradivari. La ricerca della perfezione. Parallelamente, è presente nelle più
importanti sale concertistiche in Italia e all’estero e ha al suo attivo oltre mille concerti come violino solista e
direttore. Nel 2010 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici. Già assistente di
G. Carmignola e F. Gulli presso la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo, è oggi docente presso il
Conservatorio di Torino. Intensa la sua attività discografica, che conta oltre 30 CD per Chandos, EMI e
soprattutto Decca Universal. Nel 2012 ha intrapreso per Decca il Progetto Viotti: 15 CD contenenti l’integrale
delle composizioni viottiane per violino e orchestra. Sempre per Decca sono nati Le violon noir I e II, Haydn
Concertos, Bach Sonatas con R. Bahrami e Smile – Uno Stradivari al cinema. Ha dato il via nel 2021 alla
prima pubblicazione integrale delle partiture viottiane. Suona lo Stradivari Leclair del 1721 detto Le Noir ed
è molto attivo anche come direttore dell'orchestra Camerata Ducale.
Il prossimo concerto del XXVIII Viotti Festival è in programma sabato 14 febbraio 2026 (ore 21) al Teatro
Civico di Vercelli, dove andrà in scena The carnaval, rivisitazione de Il carnevale degli animali di C. SaintSaëns, con testo di A. Baricco e protagonisti Gloria Campaner, Hyung-Ki Joo (pianoforti) e l'Ensemble
Camerata Ducale (con Giulia Rimonda al violino ed Ettore Pagano al violoncello).
CONTATTI
Ufficio Stampa Camerata Ducale & Viotti Festival
www.viottifestival.it – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. – 329 1260732 

Adecco - corsi Gol

| Giorgia Franzosi | formazione

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Germania: volontariato con KOELN FREIWILLING

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Colonia, Germania
Date del progetto:
01/04/26 - 30/11/26
Scadenza per candidarsi:
08/02/26

Carnevale Storico di Santhià

| Giorgia Franzosi | passioni, interessi e tempo libero

Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 16.30, in concomitanza con il Carnevale Storico di Santhià, la Delegazione FAI di Vercelli propone una speciale visita guidata alla chiesa della Santissima Trinità, uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della città.

L’eccezionalità della chiesa risiede nella sua lunga e stratificata storia, ancora leggibile nelle navate, nei lacerti di affreschi, nelle decorazioni superstiti e nel coro. Per decenni sede di due confraternite – quella della Santissima Trinità e quella dei Santi Apostoli – l’edificio sorge nell’area dell’antico ospedale di Santhià ed è testimonianza significativa della vita religiosa e assistenziale della città. Tra simboli, devozione e arte, la chiesa conserva ancora oggi una preziosa pala d’altare cinquecentesca di scuola vercellese, rendendola uno dei luoghi artisticamente più curiosi e suggestivi di Santhià.

Il fine settimana rappresenta inoltre un’occasione ideale per immergersi nell’atmosfera del Carnevale Storico di Santhià, che proprio da sabato 14 febbraio entra nel vivo della manifestazione.

La visita inizierà alle ore 16.30 e si concluderà entro le 17.30; sarà condotta da una guida turistica abilitata dell’associazione Discovery Alto Piemonte.
La prenotazione è consigliata scrivendo a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

Il contributo richiesto è libero a partire da € 8,00. In loco sarà possibile iscriversi al FAI o rinnovare la tessera, con quota agevolata di € 15,00 per i giovani dai 18 ai 35 anni.

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Bulgaria: volontariato con SYNERGY

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Sofia, Bulgaria
Date del progetto:
01/03/2026 - 14/12/2026
Scadenza per candidarsi:
01/02/26

CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETÀ ESC in Olanda: volontariato con LAVA LEGATO

| Adele Ferraris | estero
Città e paese:
Zelhem, Olanda
Date del progetto:
01/10/26 - 01/06/27
Date del progetto:
01/10/26 - 01/06/27

Interscambi Coreografici Vercelli prosegue domenica 1° febbraio 2026 con “Ring of Love” in collaborazione con il Museo Borgogna di Vercelli nell’ambito della rassegna “L’Arte si fa sentire”

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

La Fondazione Egri – riconosciuta dal Ministero della Cultura come Centro di Rilevante Interesse per la Danza (CRID) – prosegue a Vercelli, con un partner di eccezione come il Museo Borgogna, la stagione 2025-26 di Interscambi Coreografici, all’interno del progetto IPUNTIDANZA, un network diffuso di programmazione, produzione e formazione sul territorio regionale del Piemonte.

XXVIII VIOTTI FESTIVAL-Concerto del Quartetto Adorno

| Adele Ferraris | arte, creatività, band musicali

Sabato 17 gennaio 2026 – ore 21
Teatro Civico | Via Monte di Pietà, 15 – Vercelli
Concerto in abbonamento

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare

Contattaci per un incontro di orientamento: è gratis.

Via Laviny 67, Vercelli
tel. 0161 649354
379 101 5881
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ORARI:  Lunedì 9-12 / 14-16:30  |  Martedì 9-12  |  Mercoledì 9-12 / 14-16:30  |  Venerdì 9-12  (in altri orari su appuntamento)